«Passaggio a Nord-Est» per la Pizzarotti, che sta definendo in Veneto un importante lavoro in project financing che prevede un investimento di quasi 800 milioni di euro: è stata infatti definita di pubblico interesse da parte della Regione Veneto la proposta per la progettazione, costruzione e gestione della nuova Valsugana, per la precisione l'«itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest - superstrada a pedaggio», .
venerdì 30 dicembre 2011
Valsugana alla Pizzarotti
«Passaggio a Nord-Est» per la Pizzarotti, che sta definendo in Veneto un importante lavoro in project financing che prevede un investimento di quasi 800 milioni di euro: è stata infatti definita di pubblico interesse da parte della Regione Veneto la proposta per la progettazione, costruzione e gestione della nuova Valsugana, per la precisione l'«itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest - superstrada a pedaggio», .
domenica 28 agosto 2011
Ecco il chiarimento
mercoledì 24 agosto 2011
Qualcuno ci può spiegare?
martedì 9 agosto 2011
"La Brenta" e le centrali: vergogna in prima pagina
sabato 23 luglio 2011
Una nuova centrale idroelettrica in Brenta?
http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1912228&Data=20110721&CodSigla=VI
venerdì 22 luglio 2011
Nuova Valsugana Novità (forse) entro settembre.
Giornale di Vicenza
VIABILITÀ. Dopo uno stallo di due anni e la “svolta” trentina
In autunno la commissione regionale potrebbe rivelare quale dei cinque progetti ha vinto la gara. Le attese dei sindaci
Il futuro della statale 47 si conoscerà (forse) a fine settembre. È quanto è merso dall'incontro avuto con l'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, dagli esponenti del Pdl bassanese a Mestre. «Novità sostanziali, tuttavia, non ce ne sono - spiega Luca Ferazzoli, presente al dibattito in qualità di presidente della Comunità montana del Brenta - dobbiamo aspettare ancora. Io non mi sento preso in giro da questo ulteriore differimento: la questione si è complicata e con l'interesse dimostrato di recente dai trentini nei confronti dell'infrastruttura credo che una dilatazione dei tempi sia normale. So che i nostri cittadini si aspettano una soluzione a breve termine, ma bisogna capire che ora lo scenario si è ampliato e non si tratta più solamente di risolvere il nodo di Carpanè e quindi della Valle, ma di fare della Valsugana uno dei possibili sbocchi dall'Adriatico verso nord e di progettare una strada (superstrada o autostrada che sia) che andrà, sembra, da Trento a Padova». La prospettiva sposta in là nel tempo non solo lo svelamento del progetto scelto dalla commissione tra i cinque project financing presentati, ma anche e soprattutto la risoluzione dei problemi di imbottigliamento e di pericolosità del tratto Pian dei Zocchi-Pove della 47 che si ripresentano puntualmente tutte le domeniche del periodo estivo. «Serve un intervento a breve - afferma Gianni Ceccon, sindaco di San Nazario - ne va della qualità della vita in particolare per gli abitanti di San Nazario. Pensiamo alla domenica, quando il formarsi di chilometri di coda rende impossibile un eventuale intervento di emergenza di mezzi di soccorso. L'interesse dimostrato da Trento, d'altra parte, mi sembra positivo e potrebbe addirittura accelerare i tempi di realizzazione dell'opera». Una strada che aspetta una soluzione da quarant'anni e su cui la commissione regionale doveva dare un riscontro già a fine 2009, indicando il contenuto dei cinque progetti (tutti in sinistra Brenta secondo quanto assicurato da Chisso). «Secondo me - afferma Mauro Illesi, sindaco di Campolongo - la questione è politica. È un problema tra Lega e Pdl e finché non si mettono d'accordo non si procede. A noi basta che, come da protocollo presentato dalla Comunità montana, prima di prendere una decisione chiedano a noi il parere - vogliamo evitare che il progetto preveda di rendere la valle un gruviera. Devo dire, però, che non ho più gran fiducia che si arrivi ad una soluzione». Altrettanto deluso il primo cittadino di Valstagna, Angelo Moro. «Siamo ancora fermi a 2 anni fa - commenta Moro - E' umiliante, perchè sembra che chiediamo la luna, invece vogliamo solo spiegazioni per dare risposte ai cittadini. Siamo in una situazione di stallo, e per tentare di uscirne noi sindaci abbiamo scritto lettere su lettere. Abbiamo anche chiesto un incontro a Zaia, il quale ci ha rimandato all'assessore competente. Ora a diventare determinante è il problema con Trento». La palla, insomma, torna al centro e non resta che aspettare le delucidazioni di inizio autunno. Ch.B.
giovedì 26 maggio 2011
Riceviamo e pubblichiamo
giovedì 7 aprile 2011
Attenzione al nuovo PRAC!
lunedì 4 aprile 2011
Merci su rotaia da Venezia a Trento?
on sempre maggiore interesse ad un raccordo fra la valle e Castelfranco in vista dell’apertura della futura Pedemontana e di un congiungimento con Padova. I trentini, dal canto loro, stanno guardando con attenzione quella proposta e non hanno nessuna intenzione di restare con le mani in mano. Si parla anche nella vicina provincia di tratti di statale da raddoppiare, di gallerie da costruire e di pedaggi da introdurre.... (link)
giovedì 31 marzo 2011
Nord, Sud, ovest, Est
Invitati sul palco il Vicecommissario e responsabile unico per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta Giuseppe Fasiol, il consigliere regionale Raffaele Grazia, il consigliere provinciale Mauro Beraldin, il sindaco di Fontaniva Marcello Mezzasalma, il consulente per le Amministrazioni locali nella fase di avvio della Pedemontana Veneta Gianpaolo Bergamin e l'assessore comunale alla Viabilità di Rosà Simone Bizzotto, in rappresentanza del sindaco on. Manuela Lanzarin annunciata all'incontro ma trattenuta da impegni parlamentari a Roma.
In platea un folto pubblico composto da amministratori locali, esponenti dei comitati ambientali, rappresentanti delle categorie economiche e singoli cittadini.(link)
lunedì 28 marzo 2011
Addirittura la ferrovia
Ipotizzano, infatti, la modifica della proposta iniziale tra Pian dei Zocchi e Bassano, con un prolungamento fino a Castelfranco, con costi maggiori, ma anche più transiti e più alti incassi da pedaggio dei 30 anni di concessione, con avvio dei lavori nel 2013. A fronte dell'aumento del traffico, «scaricato» dal Veneto in Trentino, Lorenzo Dellai, dalle indiscrezioni trapelate, si suppone metterà sul tavolo di Luca Zaia la gestione in comune della ferrovia della Valsugana, con programma di elettrificazione, potenziamento e adeguamento al trasporto merci; un project financing per un tratto trentino della statale 47, prevalentemente in galleria, tra Grigno e l'alta Valsugana; il declassamento dei tratti della statale sostituita, con eliminazione dei viadotti più impattanti (nei quali, è auspicabile, potrebbe entrare anche quello di San Marino). Molta carne al fuoco. Troppa?
Valsugana? Fino a Castelfranco
sabato 12 marzo 2011
Cosa fanno gli amministratori locali?
E' visibilità per Italia Nostra o qualcuno ci ascolta?
sabato 30 gennaio 2010
“Dall’Unione dei Comuni al Comune Unico"
GRUPPO SALVAGUARDIA VALBRENTA
presenta
“Dall’Unione dei Comuni al Comune Unico:
genesi e gestione.
Impariamo dalle esperienze degli altri”
- l’opportunità di conoscere percorsi e strumenti normativo-procedurali per giungere a forme di unificazione tra più amministrazioni;
- di conoscerne i vantaggi economici e le maggiori disponibilità che un nuovo assetto unificato consente;
- di confrontarsi con le esperienze di tecnici ed amministratori che già hanno verificato la bontà di un simile percorso per garantire salvaguardia e valorizzazione in armonia con forme di sviluppo integrato e compatibile.
cliccare sull'immagine per ingrandire
lunedì 18 gennaio 2010
Sentiero del Brenta

Alcune foto che denunciano lo stato del Sentiero del Brenta in Comune di Campolongo sul Brenta.
Ad ognuno di noi le dovute considerazioni.
Avevo già segnalato all'autorità competente per territorio le dovute osservazioni.
Tutto tace....
Per il GSV
Giovanni
--
Articolo tratto dal blog Bassano ecologista
giovedì 12 novembre 2009
La Regione Veneto antepone gli interessi dei cavatori alla tutela delle falde acquifere e il Senato da il via alla rapina dell’acqua a vantaggio delle multinazionali.
Lo scorso 5 novembre, durante una seduta del Consiglio Regionale del Veneto con ben 20 consiglieri assenti su sessanta (ma dov’erano ?), è stato approvato, dopo anni di attesa il cosiddetto “Piano di tutela delle acque”.
Con un blitz dell’ultimo momento, la giunta regionale con l’assessore Conta ha presentato un emendamento approvato dalla maggioranza LEGA – PDL, che stravolgendo l’impianto iniziale del piano, ha concesso l’attività di cava anche in aree con presenza di falde affioranti per le cave attive al momento dell’adozione del piano.
Quello che doveva essere un piano di tutela delle acque è diventato pertanto un piano di tutela dei cavatori; la giunta regionale così facendo, sotto l’evidente pressione della potente lobby dei cavatori, ha tutelato gli interessi privati di una categoria andando contro gli interessi di tutti i cittadini.
Viene messa a rischio la falda acquifera consentendo di metterla a nudo e di scavare ancora in profondità sottofalda, operazione pericolosissima perché potrebbe mettere in comunicazione le falde superficiali, ormai non più potabili per l’elevata concentrazione di inquinanti, con quelle più profonde utilizzate dai privati e soprattutto dai servizi idrici che alimentano le reti degli acquedotti.
Evidentemente non si voleva disturbare il manovratore che nei nostri territori ha mire di forte espansione, ad esempio con progetti che prevedono l’escavazione sottofalda addirittura per 65 metri in profondità (cf. Video su youtube: www.youtube.com/user/AndreaZanoniTV#p/a/u/0/YUeBAeoFKrI ).
Di questi tempi per l’acqua non c’è pace!
Se in Veneto c’è un Consiglio regionale che mette a repentaglio il futuro delle nostre falde a Roma c’è il Senato che da il via libera alla rapina dell’acqua da rubinetto consegnandola di fatto alle multinazionali, in questo caso lo scorso 4 novembre 2009 a votare a favore è intervenuta una maggioranza trasversale composta da PDL, Lega e PD (gli unici ad opporsi sono stati i senatori di Italia dei Valori).
C’è da augurarsi che la Camera, dove lunedì prossimo 16 novembre 2009 approderà il famigerato art.15 del Decreto Legge 135/09 che privatizza l’acqua, cambi rotta riconsegnando alle comunità locali questo bene fondamentale per l’umanità.
Trovo sorprendente che a votare questi provvedimenti antifederalisti ci sia la Lega Nord, paladina a parole del federalismo, dato che i comuni e le regioni vengono derubati della libertà di gestione di questo bene ed i cittadini, anche quelli del nord, vengono espropriati di un “diritto umano universale”.
Mi auguro infine che la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, sottoscritta da 400.000 cittadini, trovi finalmente l’attenzione di senatori ed onorevoli che a quanto pare, invece di fare gli interessi dei cittadini fanno gli interessi delle lobby di potere.
FIRMA L’APPELLO ON-LINE: CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”
giovedì 17 settembre 2009
Venerdì 18 settembre 2009
Comunità Montana del Brenta - ore 16.30
In occasione dell'incontro trai sindaci interessati dal nuovo progetto della bretella in Valbrenta e l'assessore regionale Chisso, il Gruppo Salvaguardia Valbrenta appoggerà la posizione dei cittadini presenti nel gruppo "Contro la distruzione della Valbrenta", presente in facebook.
Auspicando in una manifestazione pacifica dove far valere i propri diritti.
Per iscriversi al gruppo:http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=158690124127&ref=mf
Ci vediamo all'incontro.
Presenti per un futuro migliore in Valbrenta!
venerdì 11 settembre 2009
Vicenza. Approvato il progetto a livello preliminare per la messa in sicurezza di loc. Saccon (Cismon del Grappa)
PROVINCIA DI VICENZA
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
giovedì 10 settembre 2009
Interventi per la riduzione del rischio da caduta massi in loc. LORA BASSA (Valstagna - VI)
Lunedì 14 settembre alle ore 20 il saletta Brotto a Valstagna si terrà un incontro pubblico indetto dall'amministrazione per informare la popolazione su:
"Interventi per la riduzione del rischio da caduta massi in loc. LORA BASSA (Valstagna - VI)"
- Invitiamo tutti a partecipare -
VALSUGANA: INCONTRO IN PROVINCIA
Venerdì 18 settembre alle 16:30 a Vicenza l’assessore regionale Renato Chisso si siederà attorno ad un tavolo con la provincia e i sindaci interessati dal tracciato della Valsugana per parlare, in un lungo faccia a faccia di un’opera oggi più che mai necessaria. E’questo il risultato dell’incontro odierno a Venezia tra Chisso e l’assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo, giunto in laguna su sollecitazione del vicepresidente della provincia di Vicenza, il bassanese Dino Secco; la provincia ha chiesto di essere coinvolta direttamente per evitare di subire un progetto calato dall’alto. Una richiesta accolta dunque dalla Regione che venerdì 18 settembre illustrerà ai sindaci e al presidente della comunità montana del Brenta l’iter procedurale e i termini del progetto, cercando inoltre di far luce sui dubbi che ancora oggi permangono in merito soprattutto all’ultima proposta di project financing presentata alcune settimane fa da una cordata di aziende private. Una questione sulla quale la regione sarà chiamata ad esprimersi con maggior decisione tra meno di novanta giorni, periodo di tempo durante il quale altri soggetti potranno presentare progetti alternativi a quello di cui da tempo si discute. Nel frattempo gli enti interessati si preparano all’incontro di venerdì, un segnale di apertura nei confronti delle realtà locali che attendono ora risposte e chiarimenti. Fonte: http://www.reteveneta.it/notizie_bassano.asp | ||
venerdì 4 settembre 2009
VALSUGANA – CHISSO: INDISPENSABILE SUPERARE LA STROZZATURA DI SAN NAZARIO IN CONCOMITANZA CON REALIZZAZIONE PEDEMONTANA.
Comunicato stampa n° 1549 del 04/09/2009
(AVN) – Venezia, 4 settembre 2009
“La realizzazione della Pedemontana veneta a pedaggio in tempi ormai certi rende indispensabile il superamento della strozzatura di San Nazario, che impedisce alla Valsugana di esprimere le sue potenzialità come superstrada di collegamento verso Trento e l’Europa. La situazione è stata peraltro segnalata più volte e da anni come già ora “insostenibile” anche agli amministratori locali e un intervento risolutivo è stato definito improcrastinabile. Noi vogliamo dare una risposta certa in una situazione d’incertezza”. L’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso ha spiegato oggi i motivi e i contenuti dell’iniziativa progettuale di collegamento diretto tra la futura Pedemontana Veneta e l’attuale Valsugana superando il nodo di San Nazario, “non estemporanea, poco impattante sul territorio, rispondente alla programmazione trasportistica regionale, non lesiva delle autonomie locali e che non richiede da queste alcun contributo finanziario. Alle comunità locali chiediamo di contribuire ad ottimizzare l’opera”.
“Su San Nazario c’’è un progetto ANAS, frutto di un’iniziativa della Provincia sostenuta dai comuni e anche da Regione, che richiede un investimento di circa 700 milioni di euro – ha aggiunto Chisso – ma per la cui realizzazione lo Stato non mette a disposizione tutti i finanziamenti, metà dei quali, come più volte confermato dal Ministero e dall’ANAS, sarebbero a carico delle comunità locali per circa 350 milioni di euro. Il Project Financing presentato alla Regione consente di rispondere a questa esigenza con il minimo impatto ambientale e la massima rispondenza alle esigenze del traffico sia di transito sia locale, lasciando libera l’attuale S. S. n. 47. La nuova opera sarebbe infatti una sorta di appendice connessa alla Superstrada Pedemontana Veneta a pagamento, che consente di eliminare il traffico pesante e di transito dai centri abitati interessati all’attuale strozzatura, dove passano mediamente 20 mila veicoli al giorno, il quaranta per cento dei quali pesanti, con punte di 40 mila nei finesettimana”.
“Va da sé – ha aggiunto Chisso – che se lo Stato intervenisse finanziariamente in tempi brevi e certi per coprire tutta la spesa necessaria a completare la Valsugana come superstrada, il Project Financing perderebbe di attualità, ma abbiamo voluto mettere le mani avanti, perché la situazione già insostenibile si aggraverà con l’avvio della futura Pedemontana, pronta per il 2014. Ricordo per inciso che l’attuale Valsugana non sarà affatto a pagamento. Pagheranno coloro che, provenendo da Nord sono già intenzionati ad entrare nella Pedemontana Veneta o viceversa, ad esclusione dei residenti, come già previsto per la Pedemontana stessa. Nello stesso tempo la parte sud dell’attuale Valsugana verrebbe liberata dal traffico pesante, che sarebbe possibile interdire, tornando a totale servizio delle comunità. Questa iniziativa – ha concluso l’assessore – può concretamente porre fine ad una esigenza infrastrutturale che data da quasi un quarantennio, che dagli anni ’80 in poi si è tradotta in un mucchio di costose carte e di veti, e che solo negli ultimi due lustri, grazie all’impegno di Provincia, Regione ed Enti Locali, ha potuto trovare una definizione progettuale che però non trova il necessario sostegno finanziario. Sono convinto che stiamo dando una risposta forte e invito tutti a dare un contributo positivo alla soluzione del problema, rimasto a incancrenire per decenni e che non merita posizioni pregiudiziali. Se l’ANAS interverrà in alternativa, ci siamo già riservati, nel bando di gara, di non procedere senza alcun costo a carico delle casse pubbliche”.
La proposta di finanza di progetto relativa alla progettazione, costruzione e gestione dell’ “Itinerario della Valsugana: Valbrenta – Bassano Ovest – Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta” è stata presentata congiuntamente l’1 luglio scorso dalle Società Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. – Ing. E. Mantovani S.p.A. – C.I.S. Compagnia Investimenti Sviluppo S.p.A. – Cordioli S.p.A. La Giunta Regionale, il successivo 4 agosto, ha preso atto della proposta, ha definito le modalità di pubblicizzazione della medesima e ha fissato i criteri per la comparazione delle eventuali proposte concorrenti, che dovranno pervenire entro il 12 novembre prossimo.
Il progetto preliminare prevede la realizzazione di una superstrada a pedaggio, con tracciato che parte dalla prevista Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta - S.P.V., in Comune di Marostica, ed arriva sulla strada statale S.S. 47 “Della Valsugana”, in località Pian dei Zocchi/Rivalta, in Comune di San Nazario. I Comuni interessati dal tracciato sono, da sud verso nord: Marostica, Bassano del Grappa, Pove del Grappa, Solagna, Campolongo sul Brenta e San Nazario, tutti in Provincia di Vicenza.
La proposta progettuale presenta le seguenti caratteristiche principali: lunghezza totale di circa 18 chilometri, dei quali quasi due terzi in galleria; tre attraversamenti del Brenta; una piattaforma stradale per quasi due terzi del tracciato a due carreggiate separate, con 2 corsie per senso di marcia, con larghezza complessiva di 22 metri, e per un terzo ad unica carreggiata, con una corsia per senso di marcia, di larghezza complessiva di 10 metri e mezzo. Sono previsti quattro svincoli, inclusi quello di ingresso e quello di uscita. L’investimento previsto si aggira sui 720 milioni di euro.
giovedì 3 settembre 2009
Superstrada Valsugana. Qui passerà il tracciato
GRANDI OPERE. Cresce la protesta in Valbrenta e intanto spuntano copie del progetto Marostica-San NazarioQuindi nuovamente in galleria, più o meno sotto il monte Caina, per tornare all'aperto a Campolongo, in località Contarini e da qui superare con un lungo balzo il Brenta su un viadotto di 35-37 metri d'altezza, approdando dall'altra parte della Vallata, poco a nord del cimitero di San Nazario. Qui ci si infila ancora in galleria per uscirne a Rivalta dove ci si innesta sulla esistente Ss 47.
È la "viabilità di proposta" della futura Ss 47 a pagamento come si intuisce dall' "Itinerario della Valsugana Valbrenta-Bassano-ovest-superstrada a pedaggio" elaborato dalla "Società impresa Pizzarotti & C. spa-Ing. Mantovani spa-Cis Compagnia investimenti sviluppo spa-Cordioli spa" (18 chilometri per 731 milioni di euro al netto dell'Iva, costo del proposta 18,2 milioni di euro), presentato il primo di luglio in Regione e che comincia a girare in fotocopia negli uffici comunali della Valbrenta. E naturalmente, in Vallata, monta la protesta per un progetto, e per una delibera regionale, che in periodo ferragostano ha colto di sorpresa tutti, sindaci e amministratori provinciali.
«È un fulmine a ciel sereno - dice il sindaco di Campolongo Mauro Illesi - non ne sapeva nulla nessuno. Eppure sarà pur venuto qui qualcuno a fare dei rilievi. Così si stravolge un accordo che ci aveva visto d'accordo tutti, Regione, Provincia, Anas, Prefettura e Comuni. La delibera della Giunta veneta del 4 agosto fissa un termine di 90 giorni per progetti alternativi. Naturalmente è un termine brevissimo. Tutto ciò è gravissimo. Si tratta del vecchio progetto "Berti", datato di qualche decennio fa, con l'aggiunta del tratto fra le colline bassanesi e Marsan. Inutile dire che l'impatto sarà devastante. In paese ci ritroveremo con un viadotto che valicherà il Brenta a 35-37 metri d'altezza sino all'altra parte della valle, sopra il cimitero di San Nazario. Ho sentito l'assessore provinciale Costantino Toniolo e so che non l'ha presa bene».
L'amministratore vicentino, in effetti, ha scritto al collega regionale Chisso chiedendo il coinvolgimento della Provincia berica nella progettazione e ricordandogli l'accordo sottoscritto per la progettazione del tratto Pove-Pian dei Zocchi.
La Provincia si è fortemente impegnata, anche finanziariamente con 1,68 milioni di euro, per far avanzare il progetto in sinistra Brenta. Già lo scorso ottobre Toniolo aveva sollecitato l'Anas a procedere nella direzione delineata a suo tempo dal ministro Di Pietro a seguito dell'incontro di Carpanè del 22 gennaio 2008. Evidentemente il governatore veneto Giancarlo Galan, che pure ha riscontrato la precedente ipotesi di variante alla Ss 47 nel piano quinquennale 2007-2011 dell'Anas e nella Legge Obiettivo 2001, ha registrato l'assenza concreta dei fondi necessari alla realizzazione di un tracciato che la delibera ritiene tra gli «obiettivi prioritari sia a livello nazionale che regionale». Constatazione che ha portato al mutamento di rotta verso il project financing che ha spiazzato tutti.
«Anche la Comunità montana - ribadisce Illesi - non sapeva nulla -. Cadiamo tutti dalle nuvole, ancor più riflettendo sul fatto che sul Pati si parlava ancora della galleria in sinistra Brenta».
Carlo Barbieri
mercoledì 5 agosto 2009
Approvata la ridelimitazione della miniera Costa Alta
venerdì 19 giugno 2009
Consiglio direttivo del 25 giugno 2009
Più di qualche programma conteneva temi più o meno ispirati a quanto da noi da tempo affermato (vedi comune unico, attività estrattive, fiume, ruolo della Comunità Montana), si aprono nuovi scenari e diverse opportunità.
Dobbiamo ragionare insieme su come riqualificare e consolidare il nostro ruolo di informazione, stimolo e presidio del territorio; contarci, verificare realisticamente le nostre disponibilità e redistribuire ruoli ed incarichi al nostro interno.
giovedì 4 giugno 2009
Sindaci e operatori economici si incontreranno per studiare le soluzioni
Renato Pontarollo
Il sindaco Danilo Bavaresco: «Sono cifre esorbitanti. I commercianti e gli esercenti si troveranno in difficoltà»
Mercoledì 03 Giugno 2009 BASSANO, pagina 35
martedì 26 maggio 2009
I Comuni "salvano" il bilancio
Martedì 26 Maggio 2009, Valbrenta
Peruzzo: «Viviamo nell’incertezza non solo finanziaria con un taglio di 160 mila euro»
«È stato un semestre di tribolazione ed anche il futuro si prospetta alquanto incerto», ha esordito il presidente Pierluigi Peruzzo, durante la seduta del consiglio per l'approvazione del rendiconto 2008.
«Viviamo nell'incertezza non solo finanziaria - ha continuato preoccupato l’amministratore responsabile della Comunità Montana del Brenta alle prese con notevoli problemi economico-burocratici - dallo Stato e Regione è previsto un taglio di circa 160 mila euro, ma non sono ancora arrivati i chiarimenti richiesti sulla farraginosa procedura della nomina del nuovo consiglio comunitario, dopo le imminenti elezioni amministrative».
Un futuro grigio s'intravede all'orizzonte, ma «grazie anche alla disponibilità dei Comuni - ha concluso Peruzzo - entro la scadenza del mese di maggio, saremo in grado d'impostare il bilancio 2009, mentre ci sono problemi, attualmente insormontabili, per il pluriennale 2009/2011».
Dei provvedimenti promessi dal vice presidente della Regione, Franco Manzato, «che sarebbero per Palazzo Guarnieri una boccata d'ossigeno indispensabile, - insiste Peruzzo - non è ancora giunta alcuna notizia. Paradossalmente abbiamo difficoltà a presentare il bilancio per la mancanza di finanziamenti che precludono la sopravvivenza dell'ente, mentre sono stati confermati fondi ai quali attingere per programmare investimenti».
Peruzzo ha evidenziato come la Comunità, nonostante le difficoltà, abbia continuato ad operare in sintonia con i comuni, punto di riferimento nella gestione associata di importanti servizi e di alcune opere, come le piste ciclopedonali, l'ampliamento del centro culturale-museale, il centro di educazione ambientale, le strade di montagna, la valorizzazione turistica del territorio.
Senza dimenticare la redazione del Pati, che ha coinvolto sei comuni, un risultato che vede Palazzo Guarnieri ai primi posti nella Regione Veneto. Il rendiconto della gestione finanziaria è stato approvato all'unanimità.
In chiusura, l'amara considerazione dell'assessore Benito Sasso: «Se aboliscono le Comunità, i problemi dei paesi montani, già penalizzanti per le nostre popolazioni, rimangono e qualcuno se ne dovrà fare carico».
Roberto Lazzarato
lunedì 18 maggio 2009
INVITO alle LISTE ELETTORALI della VALBRENTA
Non intendiamo certo “metterci in cattedra” e indicare strategie o percorsi politico/amministrativi per chi si dichiara disponibile a condurre la vita dei nostri comuni per i prossimi anni; vorremmo più semplicemente offrire un occasione di conoscenza, confronto e dialogo tra diverse liste, di diversi comuni, ma di un’unica valle, accomunati dalle stesse problematiche, dallo stesso ambiente, dalla stessa storia .
INTENTI
Quale modello di sviluppo: prospettive e strategie di sviluppo della valle.
Sostenibilità ed eco-compatibilità. Alternative praticabili alla rapina del territorio ed alle attività meramente speculative.
Definire ed attivare strumenti di gestione e controllo congrui allo scopo, trasparenti ed aperti al contributo delle forze sociali. Recuperare i motivi ispiratori di pianificazione e coordinamento del PATI .
Comune unico: azioni concrete per dare avvio ad un processo virtuoso che conduca alla costituzione di un unico comune per la Valbrenta, entro la successiva tornata elettorale. Attivare a breve tavoli di confronto intercomunale per concretizzare l’unione dei servizi tra i comuni.
Iniziare a porsi come un unico ente referente nei confronti delle istituzioni territoriali: ASL, scuola, ETRA, ENEL, FFSS, ANAS.
Definire il ruolo della Comunità Montana e con conseguente realismo, scevro da opportunismi o strumentali convenienze, valutarne l’utilità, l’efficienza e l’efficacia. Decidere quindi se potrà avere un futuro e quale potrà essere.
Mantenere un rapporto franco ed aperto con il volontariato ed i vari gruppi presenti in valle, che vanno intesi come risorsa e/o interlocutore privilegiato, non certo come controparte. Rendere concreto il concetto di democrazia partecipata con idonei strumenti. Massima trasparenza degli atti amministrativi (attivare percorsi verificabili di accesso e conoscenza).
Per semplicità e per favorire la discussione, nel corso dell’incontro, presenteremo schematicamente una serie di punti, per noi imprescindibili e qualificanti, per qualsiasi lista si voglia proiettare verso un futuro di salvaguardia e rilancio di questa valle; non sono necessariamente in ordine di priorità; speriamo di poterli approfondire e dettagliare con voi.
ATTI CONCRETI da ATTUARE
Definire, con documento condiviso tra tutte le amministrazioni, una rigida moratoria alle attività estrattive presenti in tutta la valle, comunque intese: cave, miniere, messe in sicurezza. Risulta opportuno specificare un volume max estraibile per anno in tutta la valle, indirizzato prioritariamente alle attività di necessaria messa in sicurezza, subordinando ad esse quelle di pura speculazione.
Condizionare con adeguati strumenti e costante attività di controllo (commissione di controllo locale e rappresentativa) la prosecuzione delle attività estrattive in essere, al reale documentato e verificato ripristino ambientale, da realizzarsi in corso d’opera e non a fine attività.
Definire un programma pluriennale di trasferimento su rotaia del trasporto pesante. Ipotizzare e formalizzare un percorso tecnico-istituzionale ed adeguata pianificazione temporale delle iniziative da mettere in atto per raggiungere lo scopo. (definire quota percentuale annua di incremento del materiale trasportato su rotaia per verificare l’efficacia delle azioni messe in atto).
Studiare e formulare possibilità di imporre pedaggio (sistema telepass o simili, no casello) al trasporto pesante, destinare gli introiti all’agenzia di cui al punto successivo
Istituire commissione e/o agenzia per il territorio che si occupi di istituire tavoli di lavoro intercomunali per studiare ed avviare progetti locali per la valorizzazione del territorio (turismo, zone a tutela, parchi rurali .. ) e l’accesso a finanziamenti pubblici ad essi mirati, nel rispetto delle norme europee (SIC ZPS ..)
Imporre blocco festivo della campesana da Piovega a Campese e garantire, in collaborazione tra tutti i comuni, adeguata sorveglianza ai ponti di attraversamento del Brenta ed al semaforo di Carpanè. (al contrario risulta difficile garantire vivibilità alle frazioni e favorire il turismo ciclabile)
Concretizzare, di concerto con autorità di bacino ed enti coinvolti, la definizione ed il conseguente rispetto dell’MDV (minimo deflusso vitale) del Brenta; l’agenzia di cui sopra potrebbe essere un ottimo strumento di governo e controllo per impedire nuove derivazioni e limitare le attuali.
Produrre e divulgare un rapporto semestrale sulla qualità dell’acqua e dell’aria, nell’ottica di monitorare costantemente lo stato delle risorse ambientali in valle. Strumento di prevenzione e valorizzazione.
Garantire concretamente l’accesso agli strumenti di informazione e divulgazione (internet, TV) nonché alle risorse energetiche (non tutta la valle è metanizzata) attraverso convenzioni all’uopo stipulate con gli enti erogatori.
L’elenco risulta necessariamente parziale ed incompleto, soltanto un aperto e franco confronto potrà definirne meglio i contenuti.
sabato 16 maggio 2009
I candidati alle prossime amministrative
CAMPOLONGO SUL BRENTA:
MAURO ILLESI - Insieme per Campolongo
Gilberto Bianchin, Mirko Bianchin, Niria Giusto, Eliana Lazzarotto, Carlo Mocellin, Francesco Mocellin, Denis Moro, Angelo Pizzato, Denis Pontarollo, Marco Scramoncin, Doriano Serradura, Ruggero Zannoni
RUGGERO ROSSI - Uniti per Campolongo
Raffaele Bonato, Guido Fiorese, Roberto Malvezzi, Carla Scalco, Paolo Scremin, Alberto Serradura, Giacomo Todesco, Gianni Vialetto, Katiuscia Zannini
CISMON DEL GRAPPA:
BRUNO BUSNARDO - Democratici indipendenti
Danilo Bavaresco, Serse Capuzzi, Vittorio Ceccon, Elio Dall'Agnol, Giuseppe De Vaux, Giorgia Fiorese, Vinicio Mocellin, Elio Pedron, Pierluigi Peruzzo, Francesco Rampon, Fabiano Vanin, Gianpietro Vanin.
FIDENZIO GREGO - Insieme per cambiare
Gaetano Bruni, Matteo Ceccon, Marcello Costa, Lorenzo Dall'Agnol, Pierluca Marrono, Denis Martinato, Danilo Mocellin, Gino Peruzzo, Mirella Rizzon, Anna Trintinaglia, Massimo Trintinaglia, Riccardo Zanella
LUCA FERAZZOLI - Per il bene comune
Diego Battistel, Marilisa Battistel, Livio Beraldin, Daniela Caenaro, Maria Candida Dallapiccola, Pieregidio Fiorese, Lorenzo Marini, Luisa Martinato, Alessandro Orsini, Giuseppe Stien, Rafaela Vanin, Raffaele Vanin.
SAN NAZARIO:
RENATO CAMPANA - Rinnovamento Valbrenta
Ottorino Bombieri, Lino Borsa, Riccardo Campana, Adelma Marocchi, Giovanni Mocellin, Massimo Mocellin, Simone Moro, Patrizia Puppi, Elena Scotton, Pietro Sonda, Fausto Taras, Silvia Versolatto
GIANNI CECCON - Una valle da abitare
Ermando Bombieri, Roberto Campana, Teresio Campana, Barbara Carlesso, Stefania Lazzarotto, Fausto Mocellin, Sandro Mocellin, Claudio Moro, Daniele Moro, Luca Moro, Nicola Negroni, Diego Scotton.
GIANFRANCO MASCHIO - Valbrenta futura S. Nazario
Milena Bressan, Onorino Cavallin, Giuliana Costa, Marco Costenaro, Antonella Martinato, Marco Piacentini, Mauro Puppi, Gianni Mocellin, Stefano Mocellin, Mauro Attilio Tessaro, Emiliano Zanier, Mario Zaniolo.
SOLAGNA:
LIVIO SERRADURA - Insieme per Solagna
Mariano Andolfatto, Dionisio Bertoncello, Bruno Gheno, Stefano Lessio, Maria Nives Lubian, Paolo Massignan, Graziella Mocellin, Giuseppe Pellizzon, Giovanni Stefani, Carlo Todesco, Ernesto Todesco, Sonia Vivian.
MARIO CARRARO - Per il bene comune
Diego Andolfatto, Radames Batacchi, Dario Bianchin, Giorgio Bianchin, Giuseppe Bittante, Nadia Antonia Cavalli, Livio Marco Mocellin, Monica Morando, Daniele Nervo, Alessandro Sandini, Eddy Scapin, Marco Vanzo.
CARLO NERVO - Forza Solagna
Gianandrea Bellò, Alessandra Bertolini, Adriano Dal Pastro, Roberto Ferracin, Gabriele Gheno, Manuela Martini, Michele Mocellin, Filippo Pennisi, Chiara Secco, Francesca Scramoncin, Fabiola Stevanin, Manuela Todesco.
VALSTAGNA:
ANGELO MORO - VALSTAGNA FUTURA VALBRENTA
Enrica Campana, Giovanni Cavalli, Matteo Cavalli, Paolo Cavalli, Giampietro Costa, Loriano Costa, Valerio Costa, Michele Gaudiano, Marcello Lazzarotto, Romina Lazzarotto, Annarita Penzo, Daniela Pesavento
CARLO PERLI - Insieme per Valstagna
Alberto Cavalli, Marika Ceccon, Maddalena Costa, Marina Costa, Paolo Dalla Zuanna, Nereo Ferrazzi, Paolo Gobbo, Diego Lazzarotto, Gianni Moro, Monica Moro, Luisa Negrello, Loredana Zannoni
venerdì 15 maggio 2009
Cave e ambiente. Quale futuro?
Cristina Obber
La preoccupazione del “Gruppo Salvaguardia” dopo le recenti inchieste a livello provinciale
Venerdì 15 Maggio 2009 BASSANO, pagina 35
Dopo le recenti inchieste a livello provinciale e l'arresto per concussione del capo dell'Ufficio cave della Provincia, Angelo Canalia, si riapre anche in Valbrenta il dibattito su uno dei temi ambientali più caldi e sentiti in zona, quello appunto delle cave.I ripetuti gridi d'allarme che il Gruppo Salvaguardia Valbrenta ha lanciato in un passato anche molto recente, alla luce di questi fatti appaiono oggi quanto mai sottovalutati dalle Amministrazioni e dai cittadini.
Sulla questione, interviene ora il presidente dell’associazione, Roberto Sessi.
Cosa cambia in Valbrenta dopo le rivelazioni su speculazioni e mazzette?
«Sono anni che noi mettiamo in guardia le Amministrazioni contro gli interessi economici speculativi che stanno dietro alle concessioni per le cave. Questo non è certo il primo caso che interessa la nostra zona».
Ciò significa che questo modo di operare è ben consolidato e da tempo.
«In questo Paese le cose scomode si dimenticano in fretta. Ci auguriamo che il clamore che questa vicenda sta avendo grazie ai media, rimbombi come un monito anche nella nostra valle».
Ma con il Pati, il patto territoriale firmato dai sindaci lo scorso anno, la Valbrenta non è già al riparo dalla devastazione ambientale?
«Non lo è affatto, perché lungo tutta la valle vi sono progetti di messa in sicurezza e attività già autorizzate per altri 40 anni che sono discutibili.
C'è il pericolo che sia un modo all'italiana di realizzare cave chiamandole con un altro nome.
Quello dell’estrazione della ghiaia è un autentico affare. Per questo motivo noi abbiamo chiesto ai sindaci di modificare le autorizzazioni chiedendo di non asportare la ghiaia estratta durante le messe in sicurezza, ma solo il materiale detritico».
Tra poco ci saranno le elezioni comunali. Ci sono delle novità in questo senso nei programmi delle nuove liste?
«Fino ad oggi abbiamo solo informazioni indicative. Proprio in vista delle prossime amministrative abbiamo invitato tutti coloro che sono nelle liste ad un incontro dibattito sulle tematiche ambientali della nostra valle. Chiederemo un esplicito impegno ai candidati sindaci a verificare che gli interventi futuri non abbiano finalità speculative».
L’incontro con i candidati della vallata è in programma questa sera alle 20,45, nella saletta della Comunità montana del Brenta. Il comitato si augura che la popolazione partecipi numerosa perché si tratta di un’occasione per capire la differenza tra promesse e fatti. La bellezza e la vivibilità della Valbrenta si giocano sulle scelte dei futuri amministratori.
lunedì 11 maggio 2009
La Regione: «Comuni, ora a voi il territorio»
11/05/2009








