venerdì 30 dicembre 2011

Valsugana alla Pizzarotti

Articolo apparso sulla Gazzetta di Parma il 29 dicembre 2011.  E' interessante notare come a Parma si sappia già come sarà fatta la nuova SS47 e qui i sindaci attendono chiarimenti.



«Passaggio a Nord-Est» per la Pizzarotti, che sta definendo in Veneto un importante lavoro in project financing che prevede un investimento di quasi 800 milioni di euro: è stata infatti definita di pubblico interesse da parte della Regione Veneto la proposta per la progettazione, costruzione e gestione della nuova Valsugana, per la precisione l'«itinerario della Valsugana Valbrenta - Bassano Ovest - superstrada a pedaggio», .
L'impresa di Parma - che di recente si è aggiudicata due grossi appalti europei, uno a Nizza per un parcheggio e appena un mese fa in Romania per 30 km di linea ferrovia - in questo caso fa parte in qualità di mandataria di un costituendo consorzio di imprese insieme alla Ing. E. Mantovani, CIS e Cordioli & C (mandanti) al quale la giunta presieduta dall'ex ministro Luca  Zaia ha assegnato il ruolo di «soggetto promotore».
Il progetto 
La regione Veneto è l'ente concedente e la Giunta regionale ha deliberato il 13 dicembre la nomina a promotore del Costituendo Consorzio al quale è riconosciuto il diritto di prelazione nella gara di concessione che verrà indetta successivamente. L'importo dell'investimento per la superstrada della Valsugana - attesa da molti anni in Veneto - è di  787,1 milioni di euro interamente finanziato con risorse private senza alcun contributo pubblico.
La durata prevista per  i lavori è di 6 anni e 4 mesi con apertura anticipata di una prima tratta funzionale dopo 3 anni e 4 mesi. La durata della concessione, grazie alla quale il consorzio rientrerà dell'investimento, è invece di 43 anni e 4 mesi.
L'infrastruttura 
L’infrastruttura viaria in progetto inizia in provincia di Vicenza nel comune di Cassola, svincolo di Cave, e si sviluppa lungo la direttrice Nord Nord-Ovest sovrapponendosi alla sede esistente della SS47 fino allo svincolo di Romano d’Ezzelino. Proseguendo verso Nord, la superstrada abbandona la SS47 esistente, che curva verso Ovest, e prosegue in nuova sede fino a Rivalta attraversando il massiccio del Grappa con una serie di gallerie. 
Il tratto si collega a Sud con la Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) e va a creare una rapida via di transito per la zona Nordest della Pianura Padana verso Trento. L'obiettivo è quello di attrarre il traffico di lunga percorrenza diretto verso Nord allontanandolo in parte dai centri dei paesi della Valbrenta (Pove, Solagna, San Nazario, Valstagna).
La piattaforma stradale è costituita da due carreggiate separate da uno spartitraffico centrale con due corsie per senso di marcia. Nel tratto compreso tra lo svincolo di Bassano centro e l’innesto con la futura SPV l’asse verrà potenziato a tre corsie per senso di marcia.
Procedendo verso sud, in prossimità dello svincolo tra la tangenziale di Bassano e la futura Superstrada Pedemontana Veneta, il progetto prevede di realizzare una viabilità denominata “ancillare” che si sviluppa da nord a sud dal suddetto svincolo fino a Castelfranco Veneto innestandosi sulla SR 53, attraversando i comuni di Cassola e Castello di Godego, con un’asse stradale di categoria C1 (a due corsie da 3,75 più banchina).
Gallerie  Il progetto prevede otto gallerie a doppia canna per uno  sviluppo complessivo di circa  11 km e otto ponti per uno sviluppo complessivo di circa 600 metri.

domenica 28 agosto 2011

Ecco il chiarimento


Come promesso abbiamo cercato di andare a fondo in merito alle fotografie segnalate al Gruppo Salvaguardia Valbrenta che ritraevano 2 persone impegnate a versare liquidi non ben identificati in un tombino.
La soluzione è arrivata grazie ad un incontro svoltosi tra i rappresentanti del GSV, i protagonisti della vicenda, il Sindaco del Comune di Campolongo e il Presidente della Pro Loco. Da qualche anno alla conclusione della Festa in Brenta che si svolge sulle riva destra del fiume si procede normalmente alla pulizia del sito. Tra le cose da smaltire c’è una grande quantità di liquidi residui di cucina, in particolar modo l’acqua di cottura dei fagioli. Questi brodi risultano essere maleodoranti anche se non particolarmente inquinanti. A casa nostra li avremmo smaltiti nel lavandino della cucina, ma trattandosi di qualche centinaio di litri che proviene dalla riva del fiume che ovviamente non ha alcun scarico fruibile, l’amministrazione stessa e la polizia locale hanno consentito l’immissione diretta nella rete fognaria tramite l’apertura di un tombino. Sembra inoltre che l’eventuale sversamento di oli nella fognatura in quantitativi significativi provocherebbe il blocco dei filtri con relativa segnalazione di guasto, cosa che non si è verificata.
L’olio della friggitrice è stato stoccato in un magazzino comunale in attesa di essere smaltito presso l’Etra. Ci è stato segnalato inoltre che in quell’occasione viene organizzata una raccolta oli per tutti i privati che abbiano bisogno di disfarsene. Un dipendente comunale si occupa in seguito dello smaltimento
Ovviamente, senza una spiegazione, il gesto in se agli occhi del cittadino risulta un’evidentissima anomalia che non è da imitare in alcun modo. Siamo lieti che la vicenda possa considerarsi conclusa. Riteniamo comunque fondamentale da parte di tutti la segnalazione di qualsiasi atto o situazione che possa suscitare dei dubbi di legittimità . Grazie a tutti

mercoledì 24 agosto 2011

Qualcuno ci può spiegare?

Per evitare che vengano coinvolte persone sbagliate e che l'arena della rete arrivi a conclusioni affrettate e lesive e vista la delicatezza dell'argomento il post "Qualcuno ci può spiegare?" e' stato sospeso. La questione verrà affrontata seguendo altre strade in forma privata nella speranza  che si giunga quanto prima a un chiarimento.

martedì 9 agosto 2011

"La Brenta" e le centrali: vergogna in prima pagina

Poveri rozzi montanari che hanno “l’oro nero” che gli scorre sottocasa e lo
sprecano per scopi ludici !!?
Ci sarebbe da sorridere e non dar peso a tali incredibili affermazioni, se
l’argomento non fosse riportato in prima pagina di un periodico locale che
si definisce “periodico di informazione e cultura del canale del Brenta”.
L’articolo in prima pagina, a firma di un componente del comitato di
redazione, sottintende una chiara presa di posizione di “La Brenta” che,
salvo auspicabili smentite, sembra schierarsi a favore della recente
concessione rilasciata per una derivazione dal fiume Brenta, mentre tutti
gli Enti pubblici, le Associazioni sportive e sociali intendono incontrarsi
e coordinarsi per produrre ricorso avverso questo provvedimento.
L’articolo, del resto ben farcito di dati e citazioni, lascia sconcertati e
avviliti nel constatare come il fiume sia percepito: mera energia
potenziale. Un fiume che percorre e caratterizza un territorio, ne scrive la
storia e l’evoluzione, è semplice “cinesi” , acqua che cade e scorre!
Che sinistra analogia con quanti, amministratori locali compresi, vedono nei
monti e nelle conoidi di valle un ammasso di sterili massi, senza anima ne
storia, utili soltanto se cavati, frantumati ed altrove utilizzati.
 
Cosa si dovrebbe dire di quei “ludici giocherelloni” che hanno rilanciato
l’economia di intere valli con un utilizzo sostenibile, condiviso e
compatibile del fiume che le percorre; quei impenitenti festaioli della Val
di Sole che “giocano” sul Noce, con il beneplacito delle loro
amministrazioni, degli enti per il turismo e di tutti gli albergatori
locali; per non parlare dei loro omologhi della valle slovena dell’Isonzo,
che invece di emigrare come i loro padri, far la fame o svendere la loro
“liquida energia potenziale”, sguazzano e si perdono in ludiche attività sul
loro fiume, ora meta di un turismo di qualità da mezza europa.
 
Quando mai riusciremo a vedere il territorio e le sue risorse come beni
comuni, unici ed indivisibili a disposizione non solo dei residenti, ma
anche delle future generazioni; risorse inalienabili da valorizzare e
preservare, non beni di consumo o mezzi di produzione.
Che triste ottusa politica deve ancora dilapidare queste valli prima che ci
rendiamo conto di quanto perdiamo ed abbiamo perso in ricchezza di ambienti
e risorse, in ultima analisi in  qualità di vita !?!
 
roberto sessi
 

sabato 23 luglio 2011

Una nuova centrale idroelettrica in Brenta?


http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=1912228&Data=20110721&CodSigla=VI

Siamo alle solite!
Con la strumentale motivazione del pubblico interesse, si autorizza l'ennesima operazione speculativa in Valbrenta.
Il patrimonio della valle, il suo territorio e la tipicità del suo ambiente,devono nuovamente essere svenduti per logiche produttive nell'interesse di pochi a danno di molti.
Storia vecchia, già nota e praticata per le cave!
Concessioni più che ventennali per asportare le poche risorse di questa valle dimentica da dio e sempre più abbandonata dagli uomini.
Con quale facciatosta può essere richiamato il pubblico interesse se nessuna amministrazione locale, che appunto rappresenta l'interesse pubblico, ha espressola propria approvazione.
Con quale colpevole approssimazione si possono autorizzare prelievi di 16 mc, senza nessuna correlazione alla sempre più ridotta  portata del fiume (od alsuo MDV - minimo deflusso vitale) già pesantemente compromesso da ben 18 sbarramenti a monte (dal passo Rolle fino a Cismon).
Con quale ottusa prepotenza possono essere messe a rischio le poche attività che si sviluppano lungo il fiume e che caratterizzano quell'economia diffusa ecocompatibile e sostenibile, unica vera garanzia di sviluppo e riqualificazione di aree marginali come la nostra valle.
Già sopportiamo innumerevoli attività estrattive ed il conseguente traffico pesante, già conviviamo con una viabilità dimensionata ai tempi dei cavalli da tiro e ne temiamo i futuri progetti, che  considerano la valle unicamente come una via di transito, dimenticando le 5-6000 persone che in questa "via" risiedono ed operano; ora ci vogliono prosciugare quel poco di naturalità ed
ambiente rimasto.
Pezzetto dopo pezzetto la valle viene demolita e snaturata, questa supposta centrale rappresenta l'ulteriore conferma di un modello di sviluppo insensato e suicida che porterà inesorabilmente alla svalutazione del "bene comune" ed una sempre minore qualità di vità.
roberto sessi

venerdì 22 luglio 2011

Nuova Valsugana Novità (forse) entro settembre.

Giornale di Vicenza

VIABILITÀ. Dopo uno stallo di due anni e la “svolta” trentina

In autunno la commissione regionale potrebbe rivelare quale dei cinque progetti ha vinto la gara. Le attese dei sindaci

Mercoledì 20 Luglio 2011 BASSANO, pagina 32
      Il futuro della statale 47 si conoscerà (forse) a fine settembre. È quanto è merso dall'incontro avuto con l'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, dagli esponenti del Pdl bassanese a Mestre. «Novità sostanziali, tuttavia, non ce ne sono - spiega Luca Ferazzoli, presente al dibattito in qualità di presidente della Comunità montana del Brenta - dobbiamo aspettare ancora. Io non mi sento preso in giro da questo ulteriore differimento: la questione si è complicata e con l'interesse dimostrato di recente dai trentini nei confronti dell'infrastruttura credo che una dilatazione dei tempi sia normale. So che i nostri cittadini si aspettano una soluzione a breve termine, ma bisogna capire che ora lo scenario si è ampliato e non si tratta più solamente di risolvere il nodo di Carpanè e quindi della Valle, ma di fare della Valsugana uno dei possibili sbocchi dall'Adriatico verso nord e di progettare una strada (superstrada o autostrada che sia) che andrà, sembra, da Trento a Padova». La prospettiva sposta in là nel tempo non solo lo svelamento del progetto scelto dalla commissione tra i cinque project financing presentati, ma anche e soprattutto la risoluzione dei problemi di imbottigliamento e di pericolosità del tratto Pian dei Zocchi-Pove della 47 che si ripresentano puntualmente tutte le domeniche del periodo estivo. «Serve un intervento a breve - afferma Gianni Ceccon, sindaco di San Nazario - ne va della qualità della vita in particolare per gli abitanti di San Nazario. Pensiamo alla domenica, quando il formarsi di chilometri di coda rende impossibile un eventuale intervento di emergenza di mezzi di soccorso. L'interesse dimostrato da Trento, d'altra parte, mi sembra positivo e potrebbe addirittura accelerare i tempi di realizzazione dell'opera». Una strada che aspetta una soluzione da quarant'anni e su cui la commissione regionale doveva dare un riscontro già a fine 2009, indicando il contenuto dei cinque progetti (tutti in sinistra Brenta secondo quanto assicurato da Chisso). «Secondo me - afferma Mauro Illesi, sindaco di Campolongo - la questione è politica. È un problema tra Lega e Pdl e finché non si mettono d'accordo non si procede. A noi basta che, come da protocollo presentato dalla Comunità montana, prima di prendere una decisione chiedano a noi il parere - vogliamo evitare che il progetto preveda di rendere la valle un gruviera. Devo dire, però, che non ho più gran fiducia che si arrivi ad una soluzione». Altrettanto deluso il primo cittadino di Valstagna, Angelo Moro.
«Siamo ancora fermi a 2 anni fa - commenta Moro - E' umiliante, perchè sembra che chiediamo la luna, invece vogliamo solo spiegazioni per dare risposte ai cittadini. Siamo in una situazione di stallo, e per tentare di uscirne noi sindaci abbiamo scritto lettere su lettere. Abbiamo anche chiesto un incontro a Zaia, il quale ci ha rimandato all'assessore competente. Ora a diventare determinante è il problema con Trento». La palla, insomma, torna al centro e non resta che aspettare le delucidazioni di inizio autunno. Ch.B.

giovedì 26 maggio 2011

Riceviamo e pubblichiamo

IL GRUPPO CONSILIARE INSIEME PER VALSTAGNA
ORGANIZZA

MARTEDÌ 31 Maggio 2011
Ore 20.30

SALA POLIVALENTE –
(PIAZZETTA BROTTO)
VALSTAGNA

INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA
NUCLEARE
E FIDUCIA FUTURA




CON:
Marcello LAZZAROTTO
dr. Giuseppe GHENO
Carlo PERLI
presenta Silvia PILATI

giovedì 7 aprile 2011

Attenzione al nuovo PRAC!

 In questo articolo non si fa menzione del mancato rispetto delle prescrizioni che arrivano dalle varie VIA (Valutazioni di impatto ambientale), ne ad alcuna tutela dell'ambiente e nemmeno ai diritti dei cittadini che abitano dei dintorni delle cave. Speriamo che sia una svista del giornalista, ma temiamoo che l'assessore Conte (ALL'AMBIENTE NDR) stia spingendo per un PRAC con sempre meno regole. Chiediamo a tutte le organizzazioni ambientaliste di organizzare uno sbarramento a questa assurdità!!!   leggi l'articolo

lunedì 4 aprile 2011

Merci su rotaia da Venezia a Trento?

Il tema “Valsugana” è sempre quanto mai attuale e ciclicamente ci porta ad interessarci di questa vallata e della viabilità ad essa connessa. Gli amministratori stanno attendendo da tempo una soluzione al “nodo” di Carpanè del quale ci siamo interessati, in questo settimanale, ripetutamente. Sembra ormai assodato che il nocciolo della questione non sia più quel tratto relativamente breve fra Pian dei Zocchi e Pove, bensì un percorso più lungo ed articolato che renda economicamente fattibile il project financing proposto da cinque pool di imprese. La Regione Veneto sta pensando cMerci su rotaia da Trento a Venezia? (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)on sempre maggiore interesse ad un raccordo fra la valle e Castelfranco in vista dell’apertura della futura Pedemontana e di un congiungimento con Padova. I trentini, dal canto loro, stanno guardando con attenzione quella proposta e non hanno nessuna intenzione di restare con le mani in mano. Si parla anche nella vicina provincia di tratti di statale da raddoppiare, di gallerie da costruire e di pedaggi da introdurre.... (link)

giovedì 31 marzo 2011

Nord, Sud, ovest, Est

Tutte le strade portano a Rosà. Ieri sera, al Teatro Montegrappa, tutte le “verità” sui progetti della grande viabilità nel Bassanese sono state al centro di un affollato incontro-dibattito, intitolato “Viabilità e Pedemontana - Collegamenti Nord-Sud, Bretella Est, Bretella Ovest, le ragioni di una scelta” promosso dal Circolo Culturale Amici del Teatro Montegrappa di Rosà.
Invitati sul palco il Vicecommissario e responsabile unico per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta Giuseppe Fasiol, il consigliere regionale Raffaele Grazia, il consigliere provinciale Mauro Beraldin, il sindaco di Fontaniva Marcello Mezzasalma, il consulente per le Amministrazioni locali nella fase di avvio della Pedemontana Veneta Gianpaolo Bergamin e l'assessore comunale alla Viabilità di Rosà Simone Bizzotto, in rappresentanza del sindaco on. Manuela Lanzarin annunciata all'incontro ma trattenuta da impegni parlamentari a Roma.
In platea un folto pubblico composto da amministratori locali, esponenti dei comitati ambientali, rappresentanti delle categorie economiche e singoli cittadini.(link)

lunedì 28 marzo 2011

Addirittura la ferrovia

Domenica 27 Marzo 2011, VALBRENTA - (RL) Nel summit di aprile tra Zaia e Dellai dovrebbero essere, si spera, chiariti molti punti neri e messi paletti per dividere i sogni dalla realtà, le chiacchiere dai fatti. Mentre i nostri amministratori sembrano completamente ignorati dal governo veneto, che non brilla per il loro coinvolgimento su un problema di vitale importanza per il territorio, in Trentino paiono molto più informati.
      Ipotizzano, infatti, la modifica della proposta iniziale tra Pian dei Zocchi e Bassano, con un prolungamento fino a Castelfranco, con costi maggiori, ma anche più transiti e più alti incassi da pedaggio dei 30 anni di concessione, con avvio dei lavori nel 2013. A fronte dell'aumento del traffico, «scaricato» dal Veneto in Trentino, Lorenzo Dellai, dalle indiscrezioni trapelate, si suppone metterà sul tavolo di Luca Zaia la gestione in comune della ferrovia della Valsugana, con programma di elettrificazione, potenziamento e adeguamento al trasporto merci; un project financing per un tratto trentino della statale 47, prevalentemente in galleria, tra Grigno e l'alta Valsugana; il declassamento dei tratti della statale sostituita, con eliminazione dei viadotti più impattanti (nei quali, è auspicabile, potrebbe entrare anche quello di San Marino). Molta carne al fuoco. Troppa?

Valsugana? Fino a Castelfranco

Meno male che ci hanno pensato i vicini trentini a sollevare il coperchio per far annusare che cosa bolle in pentola. Il tratto di superstrada della Valsugana Pian dei Zocchi - Pove Bassano dovrebbe essere allungato sino a Castelfranco, ma potrebbe non essere la sola novità. Dopo l'anticipazione di pochi giorni fa, infatti, sembra si stiano intensificando i contatti tra il Trentino ed il Veneto per una soluzione comune al problema irrisolto della statale 47 della Valsugana. L'assessore alle politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso, ha incontrato il collega trentino Alberto Pacher, preoccupato per la previsione dei circa 3000 camion in più al giorno che entreranno in Trentino in conseguenza delle nuove strade in costruzione in Veneto, per mettere le basi al successivo summit tra le giunte di Zaia e Dellai e studiare una strategia comune....

sabato 12 marzo 2011

Cosa fanno gli amministratori locali?

Non si può dire che ci sia un bel circolare di news sulla nostra vita!!!

E' visibilità per Italia Nostra o qualcuno ci ascolta?

Chissa' che qualcuno nel Canale di Brenta si svegli!

sabato 30 gennaio 2010

“Dall’Unione dei Comuni al Comune Unico"

 
 GRUPPO SALVAGUARDIA VALBRENTA

presenta

Giornata di studio: 

“Dall’Unione dei Comuni al Comune Unico:  
genesi e gestione. 
Impariamo dalle esperienze degli altri”


Sabato 6 Marzo 2010
Ore 9,00


Sala Polivalente
Piazzetta G.B. Brotto
Valstagna  (VI)


La Valbrenta presenta caratteristiche di unicità e continuità sia per evoluzione storico-culturale, sia per aspetti territoriali ed ambientali; ciononostante è amministrata da ben 6 diverse piccole amministrazioni Comunali: Pove del Grappa, Solagna,  San Nazario, Cismon del Grappa, Campolongo e Valstagna.
La frammentazione amministrativa di un territorio omogeneo comporta, oltre che inutile dispendio di risorse, oggettive difficoltà di progettazione e di coordinamento e realizzazione di efficaci politiche di valorizzazione e tutela dell’ambiente.
Forme di unificazione/integrazione più complete tra diversi piccoli comuni di uno stesso territorio, oltre che realizzare efficienza ed economia di spesa,  consentirebbero politiche territoriali integrate, condivise e coordinate che di fatto potrebbero limitare e prevenire pesanti impatti sul territorio e l’ambiente.
Il presente progetto, intende concretizzare l’opera di informazione e formazione, chiaramente richiamata nel nostro statuto, verso i soggetti che in Valbrenta, a diverso titolo, interagiscono per la valorizzazione e la tutela del territorio.
Tra i soggetti che sicuramente lasciano la loro “impronta” sul territorio ci sono sicuramente gli amministratori locali; gli stessi che hanno recentemente elaborato un unico PATI per tutta la valle, gli stessi che si sono più volte espressi in vari modi per la realizzazione di un comune unico. Analoga qualificata presenza/risorsa è rappresentata dalle associazioni del volontariato civile che operano a supporto delle amministrazioni locali per una gestione partecipata e condivisa del territorio.
Spesso amministratori ed associazioni non sono in possesso di adeguati strumenti tecnico amministrativi, di norme e procedure, oltre che di percorsi istituzionali, per realizzare nuove forme di integrazione e per unificare gli sforzi verso condivisi progetti di valorizzazione, salvaguardia e rilancio del territorio in cui operano.

Con questa giornata di studio si intende offrire a questi soggetti:

  1. l’opportunità di conoscere percorsi e strumenti normativo-procedurali per giungere a forme di unificazione tra più amministrazioni;  
  2. di conoscerne i vantaggi economici e le maggiori disponibilità che un nuovo assetto unificato consente;  
  3. di confrontarsi con le esperienze di tecnici ed amministratori che già hanno verificato la bontà di un simile percorso per garantire salvaguardia e valorizzazione in armonia con forme di sviluppo integrato e compatibile.

Sono destinatari della giornata di studio in primis Amministratori e tecnici di pubbliche amministrazioni della Valbrenta e i componenti di associazioni del volontariato civile che operano nel territorio ma anche tutti coloro intendano in qualche modo assimilare nuovi modi di vivere la Valle
I relatori della giornata saranno storici della Valbrenta, docenti di pianificazione territoriale ed esperti di gestione amministrativa pubblica provenienti dalle Università di Venezia e Bologna, e Amministratori di diverse località che hanno da tempo intrapreso il percorso della gestione unificata di servizi quali Camposampiero e Tolmezzo e del comune di Ledro che da quest’anno diventa comune unico

L’evento è reso possibile grazie al contributo del Centro Servizi Volontariato della provincia di Vicenza e con il patrocinio dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e dei comuni di Valstagna e Cismon del Grappa.


Gruppo Salvaguardia Valbrenta
Il presidente Roberto Sessi

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cliccare sull'immagine per ingrandire

lunedì 18 gennaio 2010

Sentiero del Brenta



 

Alcune foto che denunciano lo stato del Sentiero del Brenta in Comune di Campolongo sul Brenta.

Ad ognuno di noi le dovute considerazioni.
Avevo già segnalato all'autorità competente per territorio le dovute osservazioni.
Tutto tace....

Per il GSV
Giovanni 

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Articolo tratto dal blog Bassano ecologista

giovedì 12 novembre 2009

La Regione Veneto antepone gli interessi dei cavatori alla tutela delle falde acquifere e il Senato da il via alla rapina dell’acqua a vantaggio delle multinazionali.




Lo scorso 5 novembre, durante una seduta del Consiglio Regionale del Veneto con ben 20 consiglieri assenti su sessanta (ma dov’erano ?), è stato approvato, dopo anni di attesa  il cosiddetto “Piano di tutela delle acque”.

Con un blitz dell’ultimo momento, la giunta regionale con l’assessore Conta ha presentato un emendamento approvato dalla maggioranza LEGA – PDL, che stravolgendo l’impianto iniziale del piano, ha concesso l’attività di cava anche in aree con presenza di falde affioranti per le cave attive al momento dell’adozione del piano.

Quello che doveva essere un piano di tutela delle acque è diventato pertanto un piano di tutela dei cavatori; la giunta regionale così facendo, sotto l’evidente pressione della potente lobby dei cavatori, ha tutelato gli interessi privati di una categoria andando contro gli interessi di tutti i cittadini.

Viene messa a rischio la falda acquifera consentendo di metterla a nudo e di scavare ancora in profondità sottofalda, operazione pericolosissima perché potrebbe mettere in comunicazione le falde superficiali, ormai non più potabili per l’elevata concentrazione di inquinanti, con quelle più profonde utilizzate dai privati e soprattutto dai servizi idrici che alimentano le reti degli acquedotti.

Evidentemente non si voleva disturbare il manovratore che nei nostri territori ha mire di forte espansione, ad esempio con progetti che prevedono l’escavazione sottofalda addirittura per 65 metri in profondità  (cf. Video su youtube: www.youtube.com/user/AndreaZanoniTV#p/a/u/0/YUeBAeoFKrI ).

Di questi tempi per l’acqua non c’è pace!

Se in Veneto c’è un Consiglio regionale che mette a repentaglio il futuro delle nostre falde a Roma c’è il Senato che da il via libera alla rapina dell’acqua da rubinetto consegnandola di fatto alle multinazionali, in questo caso lo scorso 4 novembre 2009 a votare a favore è intervenuta una maggioranza trasversale composta da PDL, Lega e PD (gli unici ad opporsi sono stati i senatori di Italia dei Valori).

C’è da augurarsi che la Camera, dove lunedì prossimo 16 novembre 2009 approderà il famigerato art.15 del Decreto Legge 135/09 che privatizza l’acqua, cambi rotta riconsegnando alle comunità locali questo bene fondamentale per l’umanità.

Trovo sorprendente che a votare questi provvedimenti antifederalisti ci sia la Lega Nord, paladina a parole del federalismo, dato che i comuni e le regioni vengono derubati della libertà di gestione di questo bene ed i cittadini, anche quelli del nord, vengono espropriati di un “diritto umano universale”.

Mi auguro infine che la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, sottoscritta da 400.000 cittadini, trovi finalmente l’attenzione di senatori ed onorevoli che a quanto pare, invece di fare gli interessi dei cittadini fanno gli interessi delle lobby di potere.


FIRMA L’APPELLO ON-LINE: CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”

giovedì 17 settembre 2009

Venerdì 18 settembre 2009

INCONTRO CON L'ASSESSORE REGIONALE CHISSO
Comunità Montana del Brenta - ore 16.30

In occasione dell'incontro trai sindaci interessati dal nuovo progetto della bretella in Valbrenta e l'assessore regionale Chisso, il Gruppo Salvaguardia Valbrenta appoggerà la posizione dei cittadini presenti nel gruppo "Contro la distruzione della Valbrenta", presente in facebook.
Auspicando in una manifestazione pacifica dove far valere i propri diritti.

Per iscriversi al gruppo:
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=158690124127&ref=mf



Ci vediamo all'incontro.

Presenti per un futuro migliore in Valbrenta!

venerdì 11 settembre 2009

Vicenza. Approvato il progetto a livello preliminare per la messa in sicurezza di loc. Saccon (Cismon del Grappa)



PROVINCIA DI VICENZA
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE
N. 308 DEL 18/08/2009


giovedì 10 settembre 2009

Interventi per la riduzione del rischio da caduta massi in loc. LORA BASSA (Valstagna - VI)


Lunedì 14 settembre alle ore 20 il saletta Brotto a Valstagna si terrà un incontro pubblico indetto dall'amministrazione per informare la popolazione su:
"Interventi per la riduzione del rischio da caduta massi in loc. LORA BASSA (Valstagna - VI)"
- Invitiamo tutti a partecipare -

VALSUGANA: INCONTRO IN PROVINCIA


Venerdì 18 settembre alle 16:30 a Vicenza l’assessore regionale Renato Chisso si siederà attorno ad un tavolo con la provincia e i sindaci interessati dal tracciato della Valsugana per parlare, in un lungo faccia a faccia di un’opera oggi più che mai necessaria. E’questo il risultato dell’incontro odierno a Venezia tra Chisso e l’assessore provinciale alla viabilità Costantino Toniolo, giunto in laguna su sollecitazione del vicepresidente della provincia di Vicenza, il bassanese Dino Secco; la provincia ha chiesto di essere coinvolta direttamente per evitare di subire un progetto calato dall’alto. Una richiesta accolta dunque dalla Regione che venerdì 18 settembre illustrerà ai sindaci e al presidente della comunità montana del Brenta l’iter procedurale e i termini del progetto, cercando inoltre di far luce sui dubbi che ancora oggi permangono in merito soprattutto all’ultima proposta di project financing presentata alcune settimane fa da una cordata di aziende private. Una questione sulla quale la regione sarà chiamata ad esprimersi con maggior decisione tra meno di novanta giorni, periodo di tempo durante il quale altri soggetti potranno presentare progetti alternativi a quello di cui da tempo si discute. Nel frattempo gli enti interessati si preparano all’incontro di venerdì, un segnale di apertura nei confronti delle realtà locali che attendono ora risposte e chiarimenti.

Fonte: http://www.reteveneta.it/notizie_bassano.asp

venerdì 4 settembre 2009

VALSUGANA – CHISSO: INDISPENSABILE SUPERARE LA STROZZATURA DI SAN NAZARIO IN CONCOMITANZA CON REALIZZAZIONE PEDEMONTANA.

Comunicato stampa 1549 del 04/09/2009

(AVN) – Venezia, 4 settembre 2009

“La realizzazione della Pedemontana veneta a pedaggio in tempi ormai certi rende indispensabile il superamento della strozzatura di San Nazario, che impedisce alla Valsugana di esprimere le sue potenzialità come superstrada di collegamento verso Trento e l’Europa. La situazione è stata peraltro segnalata più volte e da anni come già ora “insostenibile” anche agli amministratori locali e un intervento risolutivo è stato definito improcrastinabile. Noi vogliamo dare una risposta certa in una situazione d’incertezza”. L’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso ha spiegato oggi i motivi e i contenuti dell’iniziativa progettuale di collegamento diretto tra la futura Pedemontana Veneta e l’attuale Valsugana superando il nodo di San Nazario, “non estemporanea, poco impattante sul territorio, rispondente alla programmazione trasportistica regionale, non lesiva delle autonomie locali e che non richiede da queste alcun contributo finanziario. Alle comunità locali chiediamo di contribuire ad ottimizzare l’opera”.
“Su San Nazario c’’è un progetto ANAS, frutto di un’iniziativa della Provincia sostenuta dai comuni e anche da Regione, che richiede un investimento di circa 700 milioni di euro – ha aggiunto Chisso – ma per la cui realizzazione lo Stato non mette a disposizione tutti i finanziamenti, metà dei quali, come più volte confermato dal Ministero e dall’ANAS, sarebbero a carico delle comunità locali per circa 350 milioni di euro. Il Project Financing presentato alla Regione consente di rispondere a questa esigenza con il minimo impatto ambientale e la massima rispondenza alle esigenze del traffico sia di transito sia locale, lasciando libera l’attuale S. S. n. 47. La nuova opera sarebbe infatti una sorta di appendice connessa alla Superstrada Pedemontana Veneta a pagamento, che consente di eliminare il traffico pesante e di transito dai centri abitati interessati all’attuale strozzatura, dove passano mediamente 20 mila veicoli al giorno, il quaranta per cento dei quali pesanti, con punte di 40 mila nei finesettimana”.
“Va da sé – ha aggiunto Chisso – che se lo Stato intervenisse finanziariamente in tempi brevi e certi per coprire tutta la spesa necessaria a completare la Valsugana come superstrada, il Project Financing perderebbe di attualità, ma abbiamo voluto mettere le mani avanti, perché la situazione già insostenibile si aggraverà con l’avvio della futura Pedemontana, pronta per il 2014. Ricordo per inciso che l’attuale Valsugana non sarà affatto a pagamento. Pagheranno coloro che, provenendo da Nord sono già intenzionati ad entrare nella Pedemontana Veneta o viceversa, ad esclusione dei residenti, come già previsto per la Pedemontana stessa. Nello stesso tempo la parte sud dell’attuale Valsugana verrebbe liberata dal traffico pesante, che sarebbe possibile interdire, tornando a totale servizio delle comunità. Questa iniziativa – ha concluso l’assessore – può concretamente porre fine ad una esigenza infrastrutturale che data da quasi un quarantennio, che dagli anni ’80 in poi si è tradotta in un mucchio di costose carte e di veti, e che solo negli ultimi due lustri, grazie all’impegno di Provincia, Regione ed Enti Locali, ha potuto trovare una definizione progettuale che però non trova il necessario sostegno finanziario. Sono convinto che stiamo dando una risposta forte e invito tutti a dare un contributo positivo alla soluzione del problema, rimasto a incancrenire per decenni e che non merita posizioni pregiudiziali. Se l’ANAS interverrà in alternativa, ci siamo già riservati, nel bando di gara, di non procedere senza alcun costo a carico delle casse pubbliche”.
La proposta di finanza di progetto relativa alla progettazione, costruzione e gestione dell’ “Itinerario della Valsugana: Valbrenta – Bassano Ovest – Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta” è stata presentata congiuntamente l’1 luglio scorso dalle Società Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. – Ing. E. Mantovani S.p.A. – C.I.S. Compagnia Investimenti Sviluppo S.p.A. – Cordioli S.p.A. La Giunta Regionale, il successivo 4 agosto, ha preso atto della proposta, ha definito le modalità di pubblicizzazione della medesima e ha fissato i criteri per la comparazione delle eventuali proposte concorrenti, che dovranno pervenire entro il 12 novembre prossimo.
Il progetto preliminare prevede la realizzazione di una superstrada a pedaggio, con tracciato che parte dalla prevista Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta - S.P.V., in Comune di Marostica, ed arriva sulla strada statale S.S. 47 “Della Valsugana”, in località Pian dei Zocchi/Rivalta, in Comune di San Nazario. I Comuni interessati dal tracciato sono, da sud verso nord: Marostica, Bassano del Grappa, Pove del Grappa, Solagna, Campolongo sul Brenta e San Nazario, tutti in Provincia di Vicenza.
La proposta progettuale presenta le seguenti caratteristiche principali: lunghezza totale di circa 18 chilometri, dei quali quasi due terzi in galleria; tre attraversamenti del Brenta; una piattaforma stradale per quasi due terzi del tracciato a due carreggiate separate, con 2 corsie per senso di marcia, con larghezza complessiva di 22 metri, e per un terzo ad unica carreggiata, con una corsia per senso di marcia, di larghezza complessiva di 10 metri e mezzo. Sono previsti quattro svincoli, inclusi quello di ingresso e quello di uscita. L’investimento previsto si aggira sui 720 milioni di euro.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

giovedì 3 settembre 2009

Superstrada Valsugana. Qui passerà il tracciato

GRANDI OPERE. Cresce la protesta in Valbrenta e intanto spuntano copie del progetto Marostica-San Nazario
In galleria nelle colline bassanesi, a cielo aperto a Campese e su un viadotto alto 35 metri a Campolongo

Lo svincolo in coincidenza della futura Pedemontana veneta a sud di Marsan, nel territorio comunale di Marostica, poi dritto verso nord in corrispondenza dell'incrocio fra la strada della Fratellanza e la Schiavonesca-Marosticana 248, nei pressi della Centrale del latte e del distributore Agip, sempre a Marsan, con un'altra connessione alla viabilità già esistente. E ancora verso nord, nella zona pedemontana compresa tra la strada provinciale della Fratellanza e via Rivana per infilarsi in galleria nelle colline bassanesi, uscire a Campese e percorrere in destra Brenta la zona industriale della frazione lambendo il territorio di Pove dove dovrebbe esserci un altro svincolo per un raccordo con l'attuale viabilità.
Quindi nuovamente in galleria, più o meno sotto il monte Caina, per tornare all'aperto a Campolongo, in località Contarini e da qui superare con un lungo balzo il Brenta su un viadotto di 35-37 metri d'altezza, approdando dall'altra parte della Vallata, poco a nord del cimitero di San Nazario. Qui ci si infila ancora in galleria per uscirne a Rivalta dove ci si innesta sulla esistente Ss 47.
È la "viabilità di proposta" della futura Ss 47 a pagamento come si intuisce dall' "Itinerario della Valsugana Valbrenta-Bassano-ovest-superstrada a pedaggio" elaborato dalla "Società impresa Pizzarotti & C. spa-Ing. Mantovani spa-Cis Compagnia investimenti sviluppo spa-Cordioli spa" (18 chilometri per 731 milioni di euro al netto dell'Iva, costo del proposta 18,2 milioni di euro), presentato il primo di luglio in Regione e che comincia a girare in fotocopia negli uffici comunali della Valbrenta. E naturalmente, in Vallata, monta la protesta per un progetto, e per una delibera regionale, che in periodo ferragostano ha colto di sorpresa tutti, sindaci e amministratori provinciali.
«È un fulmine a ciel sereno - dice il sindaco di Campolongo Mauro Illesi - non ne sapeva nulla nessuno. Eppure sarà pur venuto qui qualcuno a fare dei rilievi. Così si stravolge un accordo che ci aveva visto d'accordo tutti, Regione, Provincia, Anas, Prefettura e Comuni. La delibera della Giunta veneta del 4 agosto fissa un termine di 90 giorni per progetti alternativi. Naturalmente è un termine brevissimo. Tutto ciò è gravissimo. Si tratta del vecchio progetto "Berti", datato di qualche decennio fa, con l'aggiunta del tratto fra le colline bassanesi e Marsan. Inutile dire che l'impatto sarà devastante. In paese ci ritroveremo con un viadotto che valicherà il Brenta a 35-37 metri d'altezza sino all'altra parte della valle, sopra il cimitero di San Nazario. Ho sentito l'assessore provinciale Costantino Toniolo e so che non l'ha presa bene».
L'amministratore vicentino, in effetti, ha scritto al collega regionale Chisso chiedendo il coinvolgimento della Provincia berica nella progettazione e ricordandogli l'accordo sottoscritto per la progettazione del tratto Pove-Pian dei Zocchi.
La Provincia si è fortemente impegnata, anche finanziariamente con 1,68 milioni di euro, per far avanzare il progetto in sinistra Brenta. Già lo scorso ottobre Toniolo aveva sollecitato l'Anas a procedere nella direzione delineata a suo tempo dal ministro Di Pietro a seguito dell'incontro di Carpanè del 22 gennaio 2008. Evidentemente il governatore veneto Giancarlo Galan, che pure ha riscontrato la precedente ipotesi di variante alla Ss 47 nel piano quinquennale 2007-2011 dell'Anas e nella Legge Obiettivo 2001, ha registrato l'assenza concreta dei fondi necessari alla realizzazione di un tracciato che la delibera ritiene tra gli «obiettivi prioritari sia a livello nazionale che regionale». Constatazione che ha portato al mutamento di rotta verso il project financing che ha spiazzato tutti.
«Anche la Comunità montana - ribadisce Illesi - non sapeva nulla -. Cadiamo tutti dalle nuvole, ancor più riflettendo sul fatto che sul Pati si parlava ancora della galleria in sinistra Brenta».

Carlo Barbieri



-Colonna sonora-


mercoledì 5 agosto 2009

Approvata la ridelimitazione della miniera Costa Alta

Con Delibera della Giunta Regionale Veneto n.1940 del 30 giugno 2009 si è concluso l'iter ed è stata autorizzata la ridelimitazione della miniera Costa Alta.
La Dolomitici Peroglio potrà così ora, a ricomposizione avvenuta dell'autorizzazione in essere fino al 2015, procedere con il nuovo progetto almeno fino al 2047.
L'autorizzazione impone la prescrizione di 38 punti che potete verificare sul documento.

venerdì 19 giugno 2009

Consiglio direttivo del 25 giugno 2009

L'esito delle recenti elezioni, oltre alla necessità di sostituire alcuni membri del direttivo per sopraggiunta incompatibilità, impone un ripensamento/rilancio della nostra presenza in valle.

Più di qualche programma conteneva temi più o meno ispirati a quanto da noi da tempo affermato (vedi comune unico, attività estrattive, fiume, ruolo della Comunità Montana), si aprono nuovi scenari e diverse opportunità.

Dobbiamo ragionare insieme su come riqualificare e consolidare il nostro ruolo di informazione, stimolo e presidio del territorio; contarci, verificare realisticamente le nostre disponibilità e redistribuire ruoli ed incarichi al nostro interno.

giovedì 4 giugno 2009

Sindaci e operatori economici si incontreranno per studiare le soluzioni

Tasse sui passi carrai.
I cittadini protestano
Renato Pontarollo
Il sindaco Danilo Bavaresco: «Sono cifre esorbitanti. I commercianti e gli esercenti si troveranno in difficoltà»
Mercoledì 03 Giugno 2009 BASSANO, pagina 35
Le cartelle esattoriali sui passi carrai della superstrada della "Valsugana" fanno salire la tensione in Valbrenta. Sono in fibrillazione gli animi degli operatori economici, commercianti ed esercenti in primis, e ora decidono di intervenire anche le pubbliche amministrazioni.«Sono cifre esorbitanti quelle messe in atto dalle cartelle esattoriali dei vari enti che hanno in gestione le nostre strade - commenta il sindaco di Cismon, Danilo Bavaresco -. Ho l'impressione che l'Anas, più che gestire al meglio la viabilità principale, agisca da padrona. Questi enti si comportano come proprietari delle strade, mentre ne hanno in concessione la gestione e l'ordinaria e straordinaria manutenzione. Non sono proprietarie della pubblica viabilità».Le attività economiche, vessate così pesantemente sui "passi carrai", relativi alle strade di competenza Anas, della Regione o della Provincia, esistevano in Valbrenta molto e molto prima del passaggio della superstrada della "Valsugana", come è noto che la "via imperiale" come la strada al Tombion sono, in Valle, antiche di secoli.La questione, diventata in questi ultimi tempi molto scottante, riguarda la consistenza in euro delle cartelle esattoriali. Le cifre: 400 euro al metro lineare per i passi carrai dalla superstrada della "Valsugana" di competenza Anas alle proprietà private di esercizi pubblici o attività commerciali; 200 euro, o giù di lì, al metro lineare per i passi carrai di competenza "Veneto Strade" o "Vi.abilità". Il conto del canone annuo per le attività economiche oscilla tra i 5 mila e i 7-8 mila euro all'anno, ma chi si è trovato a saldare anche gli arretrati si è vista una cifra intorno ai 25 mila euro da onorare in due "comode" rate.«Ci troviamo di fronte a cifre esorbitanti - commenta il sindaco Bavaresco - e i cittadini mi sembrano discriminati. Domando perché gli accessi dalla superstrada, dalla strada statale o provinciale, di competenza di enti diversi: Anas, Regione o Provincia, configurano tariffe così diverse e abnormi. Ritengo del tutto esagerati gli oneri a carico di cittadini della stessa Regione e di attività commerciali o esercizi pubblici, in adiacenza di centri storici».Della questione sono stati interessati i sindaci della Valle e le associazioni di categoria, commercianti ed esercenti.«Non viene preso in considerazione - aggiunge Bavaresco - se l'accesso carraio è diretto o indiretto rispetto all'attività commerciale. Se l'onere viene escluso quando l'accesso carraio si trova in prossimità del centro abitato, perché allo svincolo di Cismon sono così fortemente penalizzate attività ed esercizi pubblici del tutto esterni alla viabilità principale?».Saldare un conto di venti mila euro per passo carraio, anche se in due rate, non è certo agevole finanziariamente per qualsiasi esercizio pubblico, specie della Valbrenta.«Spero che si esca quanto prima da questa situazione estremamente penalizzante - conclude Bavaresco - e che i sindaci della Valle e i responsabili delle associazioni di categoria si ritrovino intorno ad un tavolo di concertazione per capire le modalità di calcolo di queste somme e individuare una soluzione al problema».

martedì 26 maggio 2009

I Comuni "salvano" il bilancio

COMUNITÀ MONTANA DEL BRENTA «Grazie alla loro disponibilità entro maggio imposteremo il consuntivo 2009»
Martedì 26 Maggio 2009, Valbrenta

Peruzzo: «Viviamo nell’incertezza non solo finanziaria con un taglio di 160 mila euro»

«È stato un semestre di tribolazione ed anche il futuro si prospetta alquanto incerto», ha esordito il presidente Pierluigi Peruzzo, durante la seduta del consiglio per l'approvazione del rendiconto 2008.
«Viviamo nell'incertezza non solo finanziaria - ha continuato preoccupato l’amministratore responsabile della Comunità Montana del Brenta alle prese con notevoli problemi economico-burocratici - dallo Stato e Regione è previsto un taglio di circa 160 mila euro, ma non sono ancora arrivati i chiarimenti richiesti sulla farraginosa procedura della nomina del nuovo consiglio comunitario, dopo le imminenti elezioni amministrative».
Un futuro grigio s'intravede all'orizzonte, ma «grazie anche alla disponibilità dei Comuni - ha concluso Peruzzo - entro la scadenza del mese di maggio, saremo in grado d'impostare il bilancio 2009, mentre ci sono problemi, attualmente insormontabili, per il pluriennale 2009/2011».
Dei provvedimenti promessi dal vice presidente della Regione, Franco Manzato, «che sarebbero per Palazzo Guarnieri una boccata d'ossigeno indispensabile, - insiste Peruzzo - non è ancora giunta alcuna notizia. Paradossalmente abbiamo difficoltà a presentare il bilancio per la mancanza di finanziamenti che precludono la sopravvivenza dell'ente, mentre sono stati confermati fondi ai quali attingere per programmare investimenti».
Peruzzo ha evidenziato come la Comunità, nonostante le difficoltà, abbia continuato ad operare in sintonia con i comuni, punto di riferimento nella gestione associata di importanti servizi e di alcune opere, come le piste ciclopedonali, l'ampliamento del centro culturale-museale, il centro di educazione ambientale, le strade di montagna, la valorizzazione turistica del territorio.
Senza dimenticare la redazione del Pati, che ha coinvolto sei comuni, un risultato che vede Palazzo Guarnieri ai primi posti nella Regione Veneto. Il rendiconto della gestione finanziaria è stato approvato all'unanimità.
In chiusura, l'amara considerazione dell'assessore Benito Sasso: «Se aboliscono le Comunità, i problemi dei paesi montani, già penalizzanti per le nostre popolazioni, rimangono e qualcuno se ne dovrà fare carico».
Roberto Lazzarato


lunedì 18 maggio 2009

INVITO alle LISTE ELETTORALI della VALBRENTA

Il nostro Gruppo, con l’incontro del 15 maggio prossimo, alle 20.45 presso la Sala della Comunità Montana del Brenta, intende offrire un momento di confronto ed approfondimento sulle tematiche che ritiene più importanti e qualificanti per un armonico sviluppo del nostro territorio.
Non intendiamo certo “metterci in cattedra” e indicare strategie o percorsi politico/amministrativi per chi si dichiara disponibile a condurre la vita dei nostri comuni per i prossimi anni; vorremmo più semplicemente offrire un occasione di conoscenza, confronto e dialogo tra diverse liste, di diversi comuni, ma di un’unica valle, accomunati dalle stesse problematiche, dallo stesso ambiente, dalla stessa storia .
Protocollo d’Intesa

INTENTI

Quale modello di sviluppo: prospettive e strategie di sviluppo della valle.
Sostenibilità ed eco-compatibilità. Alternative praticabili alla rapina del territorio ed alle attività meramente speculative.
Definire ed attivare strumenti di gestione e controllo congrui allo scopo, trasparenti ed aperti al contributo delle forze sociali. Recuperare i motivi ispiratori di pianificazione e coordinamento del PATI .
Comune unico: azioni concrete per dare avvio ad un processo virtuoso che conduca alla costituzione di un unico comune per la Valbrenta, entro la successiva tornata elettorale. Attivare a breve tavoli di confronto intercomunale per concretizzare l’unione dei servizi tra i comuni.
Iniziare a porsi come un unico ente referente nei confronti delle istituzioni territoriali: ASL, scuola, ETRA, ENEL, FFSS, ANAS.
Definire il ruolo della Comunità Montana e con conseguente realismo, scevro da opportunismi o strumentali convenienze, valutarne l’utilità, l’efficienza e l’efficacia. Decidere quindi se potrà avere un futuro e quale potrà essere.
Mantenere un rapporto franco ed aperto con il volontariato ed i vari gruppi presenti in valle, che vanno intesi come risorsa e/o interlocutore privilegiato, non certo come controparte. Rendere concreto il concetto di democrazia partecipata con idonei strumenti. Massima trasparenza degli atti amministrativi (attivare percorsi verificabili di accesso e conoscenza).

Per semplicità e per favorire la discussione, nel corso dell’incontro, presenteremo schematicamente una serie di punti, per noi imprescindibili e qualificanti, per qualsiasi lista si voglia proiettare verso un futuro di salvaguardia e rilancio di questa valle; non sono necessariamente in ordine di priorità; speriamo di poterli approfondire e dettagliare con voi.

ATTI CONCRETI da ATTUARE

Definire, con documento condiviso tra tutte le amministrazioni, una rigida moratoria alle attività estrattive presenti in tutta la valle, comunque intese: cave, miniere, messe in sicurezza. Risulta opportuno specificare un volume max estraibile per anno in tutta la valle, indirizzato prioritariamente alle attività di necessaria messa in sicurezza, subordinando ad esse quelle di pura speculazione.
Condizionare con adeguati strumenti e costante attività di controllo (commissione di controllo locale e rappresentativa) la prosecuzione delle attività estrattive in essere, al reale documentato e verificato ripristino ambientale, da realizzarsi in corso d’opera e non a fine attività.
Definire un programma pluriennale di trasferimento su rotaia del trasporto pesante. Ipotizzare e formalizzare un percorso tecnico-istituzionale ed adeguata pianificazione temporale delle iniziative da mettere in atto per raggiungere lo scopo. (definire quota percentuale annua di incremento del materiale trasportato su rotaia per verificare l’efficacia delle azioni messe in atto).
Studiare e formulare possibilità di imporre pedaggio (sistema telepass o simili, no casello) al trasporto pesante, destinare gli introiti all’agenzia di cui al punto successivo
Istituire commissione e/o agenzia per il territorio che si occupi di istituire tavoli di lavoro intercomunali per studiare ed avviare progetti locali per la valorizzazione del territorio (turismo, zone a tutela, parchi rurali .. ) e l’accesso a finanziamenti pubblici ad essi mirati, nel rispetto delle norme europee (SIC ZPS ..)
Imporre blocco festivo della campesana da Piovega a Campese e garantire, in collaborazione tra tutti i comuni, adeguata sorveglianza ai ponti di attraversamento del Brenta ed al semaforo di Carpanè. (al contrario risulta difficile garantire vivibilità alle frazioni e favorire il turismo ciclabile)
Concretizzare, di concerto con autorità di bacino ed enti coinvolti, la definizione ed il conseguente rispetto dell’MDV (minimo deflusso vitale) del Brenta; l’agenzia di cui sopra potrebbe essere un ottimo strumento di governo e controllo per impedire nuove derivazioni e limitare le attuali.
Produrre e divulgare un rapporto semestrale sulla qualità dell’acqua e dell’aria, nell’ottica di monitorare costantemente lo stato delle risorse ambientali in valle. Strumento di prevenzione e valorizzazione.
Garantire concretamente l’accesso agli strumenti di informazione e divulgazione (internet, TV) nonché alle risorse energetiche (non tutta la valle è metanizzata) attraverso convenzioni all’uopo stipulate con gli enti erogatori.


L’elenco risulta necessariamente parziale ed incompleto, soltanto un aperto e franco confronto potrà definirne meglio i contenuti.

sabato 16 maggio 2009

I candidati alle prossime amministrative

da Il Gazzettino
CAMPOLONGO SUL BRENTA:
MAURO ILLESI - Insieme per Campolongo
Gilberto Bianchin, Mirko Bianchin, Niria Giusto, Eliana Lazzarotto, Carlo Mocellin, Francesco Mocellin, Denis Moro, Angelo Pizzato, Denis Pontarollo, Marco Scramoncin, Doriano Serradura, Ruggero Zannoni
RUGGERO ROSSI - Uniti per Campolongo
Raffaele Bonato, Guido Fiorese, Roberto Malvezzi, Carla Scalco, Paolo Scremin, Alberto Serradura, Giacomo Todesco, Gianni Vialetto, Katiuscia Zannini

CISMON DEL GRAPPA:
BRUNO BUSNARDO - Democratici indipendenti
Danilo Bavaresco, Serse Capuzzi, Vittorio Ceccon, Elio Dall'Agnol, Giuseppe De Vaux, Giorgia Fiorese, Vinicio Mocellin, Elio Pedron, Pierluigi Peruzzo, Francesco Rampon, Fabiano Vanin, Gianpietro Vanin.
FIDENZIO GREGO - Insieme per cambiare
Gaetano Bruni, Matteo Ceccon, Marcello Costa, Lorenzo Dall'Agnol, Pierluca Marrono, Denis Martinato, Danilo Mocellin, Gino Peruzzo, Mirella Rizzon, Anna Trintinaglia, Massimo Trintinaglia, Riccardo Zanella
LUCA FERAZZOLI - Per il bene comune
Diego Battistel, Marilisa Battistel, Livio Beraldin, Daniela Caenaro, Maria Candida Dallapiccola, Pieregidio Fiorese, Lorenzo Marini, Luisa Martinato, Alessandro Orsini, Giuseppe Stien, Rafaela Vanin, Raffaele Vanin.

SAN NAZARIO:
RENATO CAMPANA - Rinnovamento Valbrenta
Ottorino Bombieri, Lino Borsa, Riccardo Campana, Adelma Marocchi, Giovanni Mocellin, Massimo Mocellin, Simone Moro, Patrizia Puppi, Elena Scotton, Pietro Sonda, Fausto Taras, Silvia Versolatto
GIANNI CECCON - Una valle da abitare
Ermando Bombieri, Roberto Campana, Teresio Campana, Barbara Carlesso, Stefania Lazzarotto, Fausto Mocellin, Sandro Mocellin, Claudio Moro, Daniele Moro, Luca Moro, Nicola Negroni, Diego Scotton.
GIANFRANCO MASCHIO - Valbrenta futura S. Nazario
Milena Bressan, Onorino Cavallin, Giuliana Costa, Marco Costenaro, Antonella Martinato, Marco Piacentini, Mauro Puppi, Gianni Mocellin, Stefano Mocellin, Mauro Attilio Tessaro, Emiliano Zanier, Mario Zaniolo.

SOLAGNA:
LIVIO SERRADURA - Insieme per Solagna
Mariano Andolfatto, Dionisio Bertoncello, Bruno Gheno, Stefano Lessio, Maria Nives Lubian, Paolo Massignan, Graziella Mocellin, Giuseppe Pellizzon, Giovanni Stefani, Carlo Todesco, Ernesto Todesco, Sonia Vivian.
MARIO CARRARO - Per il bene comune
Diego Andolfatto, Radames Batacchi, Dario Bianchin, Giorgio Bianchin, Giuseppe Bittante, Nadia Antonia Cavalli, Livio Marco Mocellin, Monica Morando, Daniele Nervo, Alessandro Sandini, Eddy Scapin, Marco Vanzo.
CARLO NERVO - Forza Solagna
Gianandrea Bellò, Alessandra Bertolini, Adriano Dal Pastro, Roberto Ferracin, Gabriele Gheno, Manuela Martini, Michele Mocellin, Filippo Pennisi, Chiara Secco, Francesca Scramoncin, Fabiola Stevanin, Manuela Todesco.

VALSTAGNA:
ANGELO MORO - VALSTAGNA FUTURA VALBRENTA
Enrica Campana, Giovanni Cavalli, Matteo Cavalli, Paolo Cavalli, Giampietro Costa, Loriano Costa, Valerio Costa, Michele Gaudiano, Marcello Lazzarotto, Romina Lazzarotto, Annarita Penzo, Daniela Pesavento
CARLO PERLI - Insieme per Valstagna
Alberto Cavalli, Marika Ceccon, Maddalena Costa, Marina Costa, Paolo Dalla Zuanna, Nereo Ferrazzi, Paolo Gobbo, Diego Lazzarotto, Gianni Moro, Monica Moro, Luisa Negrello, Loredana Zannoni

venerdì 15 maggio 2009

Cave e ambiente. Quale futuro?

VALBRENTA. Stasera un confronto sul tema fra i candidati
Cristina Obber
La preoccupazione del “Gruppo Salvaguardia” dopo le recenti inchieste a livello provinciale
Venerdì 15 Maggio 2009 BASSANO, pagina 35

Dopo le recenti inchieste a livello provinciale e l'arresto per concussione del capo dell'Ufficio cave della Provincia, Angelo Canalia, si riapre anche in Valbrenta il dibattito su uno dei temi ambientali più caldi e sentiti in zona, quello appunto delle cave.
I ripetuti gridi d'allarme che il Gruppo Salvaguardia Valbrenta ha lanciato in un passato anche molto recente, alla luce di questi fatti appaiono oggi quanto mai sottovalutati dalle Amministrazioni e dai cittadini.
Sulla questione, interviene ora il presidente dell’associazione, Roberto Sessi.
Cosa cambia in Valbrenta dopo le rivelazioni su speculazioni e mazzette?
«Sono anni che noi mettiamo in guardia le Amministrazioni contro gli interessi economici speculativi che stanno dietro alle concessioni per le cave. Questo non è certo il primo caso che interessa la nostra zona».
Ciò significa che questo modo di operare è ben consolidato e da tempo.
«In questo Paese le cose scomode si dimenticano in fretta. Ci auguriamo che il clamore che questa vicenda sta avendo grazie ai media, rimbombi come un monito anche nella nostra valle».
Ma con il Pati, il patto territoriale firmato dai sindaci lo scorso anno, la Valbrenta non è già al riparo dalla devastazione ambientale?
«Non lo è affatto, perché lungo tutta la valle vi sono progetti di messa in sicurezza e attività già autorizzate per altri 40 anni che sono discutibili.
C'è il pericolo che sia un modo all'italiana di realizzare cave chiamandole con un altro nome.
Quello dell’estrazione della ghiaia è un autentico affare. Per questo motivo noi abbiamo chiesto ai sindaci di modificare le autorizzazioni chiedendo di non asportare la ghiaia estratta durante le messe in sicurezza, ma solo il materiale detritico».
Tra poco ci saranno le elezioni comunali. Ci sono delle novità in questo senso nei programmi delle nuove liste?
«Fino ad oggi abbiamo solo informazioni indicative. Proprio in vista delle prossime amministrative abbiamo invitato tutti coloro che sono nelle liste ad un incontro dibattito sulle tematiche ambientali della nostra valle. Chiederemo un esplicito impegno ai candidati sindaci a verificare che gli interventi futuri non abbiano finalità speculative».
L’incontro con i candidati della vallata è in programma questa sera alle 20,45, nella saletta della Comunità montana del Brenta. Il comitato si augura che la popolazione partecipi numerosa perché si tratta di un’occasione per capire la differenza tra promesse e fatti. La bellezza e la vivibilità della Valbrenta si giocano sulle scelte dei futuri amministratori.

lunedì 11 maggio 2009

La Regione: «Comuni, ora a voi il territorio»

VALBRENTA. Presentato il Piano di assetto intercomunale che verrà reso esecutivo a Venezia. Il documento è portato ad esempio nel Veneto. Non vincoli, ma opportunità per le scelte future della Vallata
11/05/2009
Il Piano di assetto territoriale intercomunale, prima di approdare in Giunta regionale per la delibera esecutiva, è stato presentato a palazzo Guarnieri di Carpané dall'assessore regionale all'urbanistica, Renzo Marangon, ai sindaci, consiglieri e tecnici dei Comuni della Valle del Brenta, a seguito della Conferenza dei servizi del 15 aprile scorso. È stato definito «una scelta politica coraggiosa» perché ha messo insieme, nonostante le difficoltà, la voglia di dialogare di ben sei Amministrazioni comunali che sono riuscite a interpretare una scelta di pianificazione non solo territoriale, ma anche culturale.Già approvato dalla Giunta regionale lo scorso aprile, il Piano è ora in attesa della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale regionale. Ma, quel che conta, è stato portato ad esempio a livello regionale. La presentazione, che non aveva alcuna valenza sulla formazione del Pati, ha visto i primi cittadini della Valle, ampiamente soddisfatti del risultato conseguito, schierati in prima fila con la fascia tricolore.L'atto definitivo rappresenterà la delega totale della Regione alle Amministrazioni comunali per il Piano di assetto territoriale, un strumento urbanistico nuovo e innovativo perché sarà non di vincolo ma di opportunità e quanto si deciderà sul territorio non avrà più bisogno del vaglio degli uffici regionali. Il Piano degli interventi, infatti, sarà di competenza dei Comuni, che determineranno il destino, la valorizzazione e le scelte del futuro della Vallata. «Chiedo un'unica cosa ai Comuni, - ha concluso il suo intervento l'assessore regionale - di avere grande attenzione e considerazione per gli uffici tecnici ai quali viene affidata questa responsabilità di area». Concetto confermato da Francesco Finotto, tecnico dello studio Proteco incaricato di redigere il Piano. «Tocca a voi gestirlo, perché ne avete avuto la delega e vi è stato affidato il compito attuativo. Se si continuerà in una visione unitaria, operando in maniera coordinata e sinergica, i risultati avranno maggiore efficacia e successo».«Avete fatto una cosa rara, - ha sottolineato l'assessore Marangon rivolto ai sindaci e ai tecnici comunali, dopo aver ringraziato per le espressioni di amicizia e di considerazione - perché credo che la pubblica amministrazione si alimenti nel rapporto coi cittadini e perché la volontà di controllare il territorio non è mai stata così vasta come per i Comuni della Valbrenta. Sono tra i pochissimi (tre o quattro) Comuni del Veneto che hanno realizzato il Pati, determinando un positivo cambiamento di mentalità».Il presidente della Comunità montana del Brenta, Pierluigi Peruzzo, facendo gli onori di casa all'assessore regionale, ai sindaci e ai tecnici dei Comuni della Valbrenta e alla giunta dell'Ente comunitario per l'atto conclusivo di un iter cominciato quattro anni fa e che ha coinvolto l'Amministrazione provinciale di Vicenza e la Regione del Veneto, ha riconosciuto loro il merito di un'opera considerata "colossale" per il futuro stesso della Valbrenta, sottolineando il ruolo dell'assessore comunitario Benito Sasso e dello studio Proteco, che ha condotto la stesura e progettazione del Piano.«La presenza dell'assessore regionale è un segnale di vicinanza per gestire bene il territorio e di grande rispetto per le comunità locali. - ha sottolineato l'assessore comunitario Benito Sasso - Va interpretato come atto di sensibilità della Regione per un territorio che ha problemi di sicurezza idrogeologica e bisogno di uno sviluppo sostenibile».
Renato Pontarollo